CONCERTO BAGLIONI, TRE ORE E MEZZO DI COMMOZIONE E DI IMPEGNO CIVILE

DI CINZIA MARONGIU
CINZIA MARONGIU
Una serata ad altissimo tasso di commozione ed emotività ma anche di testimonianze di impegno civile e di solidarietà verso gli ultimi. Il concerto “Avrai” di Claudio Baglioni ha fatto spellare le mani per oltre tre ore e mezza agli oltre settemila presenti nell’Auditorium più grande del mondo, l’Aula Paolo VI, a pochi metri da San Pietro, ma ha anche fatto luccicare gli occhi agli oltre 3 milioni di spettatori che fino a tarda notte hanno seguito questo evento nel cuore del Vaticano proprio il giorno dell’ottantesimo compleanno di Papa Francesco. Sono state le parole del Pontefice ad aprire la serata nella quale, oltre alle standing ovation tributate all’autore di “Avrai” che si è esibito in un o sterminato repertorio di successi ma anche di ever green a tema natalizio, ci sono stati alcuni, tra attrici e attori, incaricati di leggere le più belle parole che Papa Francesco ha pronunciato in questi anni del suo pontificato per risvegliare le coscienze e scuotere l’indifferenza di molti fedeli.
Ma sono state alcune testimonianze a segnare più di tutto la serata. Quando Lucia Annibali, il cui volto è stato sfregiato con l’acido dall’ex compagno, ha letto la sua testimonianza, l’intero auditorium è scattato in piedi. Così come quando ad arrivare sul palco è stato lo scrittore Erri De luca. Il suo meraviglioso discorso si è soffermato prima su Papa Francesco, “l’uomo che ha interpretato la più alta carica della Chiesa spogliandola di ogni regalità e che ha rinunciato alle corone per indossare il copricapo più piccolo, il coraggio, facendosi parroco del mondo”. Poi Erri De Luca ha parlato degli ultimi. Che in questi anni, non c’è dubbio, sono i migranti “costretti a viaggi in condizioni impossibili. Nemmeno gli schiavi provenienti dall’Africa quando venivano deportati nelle Americhe erano costretti a subire condizioni del genere. Nel loro caso, la merce si pagava alla consegna e bisognava fare in modo che arrivasse a destinazione. Oggi invece questi migranti non hanno nessuno che si occupi di loro ad eccezione dei pescatori di Lampedusa”. Le parole travolte dagli applausi suonano come una condanna senza appello “a una inqualificabile legge che li incriminava per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e che sequestrava loro le barche perché avevano salvato un uomo in mare. I pescatori però continuavano lo stesso a soccorrere i migranti.  Sono stati i “fuorilegge della salvezza”. Su uno scoglio della loro isola hanno scritto questa preghiera laica: “Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell’isola e del mondo sia benedetto il tuo sale e sia benedetto il tuo fondale”. Nel video l’intervento di Erri De Luca sommerso da applausi e affetto. Qui sotto il testo completo della preghiera laica.
La preghiera laica “Mare nostro che non sei nei cieli” – 
Mare Nostro che non sei nei cieli
abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.
Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.
Mare nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.
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