LA TAV : UNO SPARTIACQUE POLITICO GENERALE CHE INDUCE A SCEGLIERE DA QUALE PARTE STARE

DI GIORGIO CREMASCHI
GIORGIO CREMASCHI
Tutte le destre vecchie e nuove, dal PD alla Lega a Forza Italia, hanno approvato in Parlamento il via libera al TAV in Valle Susa, un’opera devastante, rubricata al costo ufficiale di oltre 8 miliardi di Euro. Costo che, se dovesse seguire l’esempio di quelli dell’Expo su cui sta indagando la magistratura, finirebbe per triplicare. Immaginiamo quante cure sanitarie, quanti aiuti si potrebbero garantire ai 5 milioni di poveri che non possono più permettersi nulla. Il Tav è uno spreco assurdo e criminale di denaro pubblico, come l’acquisto dei bombardieri F35. Le trivelle che scavano amianto, la distruzione dell’ambiente, lo sconvolgimento della vita di una comunità, non sono solo un’opera inutile, ma un’opera di regime . Del regime europeo dell’austerità e dell’Euro, quel regime che esalta il Tav con le stesse bugie che ha usato per il Jobsact.
Il popolo della Valle Susa rifiuta da sempre questa dannosa grande opera e per questo da anni subisce una repressione senza precedenti che, oltre che ad una valanga di provvedimenti per migliaia di persone, ha portato alla occupazione militare di un angolo della nostra Repubblica. Anche gli alpini reduci dall’Afghanistan hanno soggiornato nella Valle.
Per questo la lotta del popolo NoTav è diventata un paradigma di ogni difesa dell’ambiente, di ogni contestazione delle politiche liberiste di spreco del denaro pubblico, di ogni battaglia per i diritti e la democrazia. E in tanti hanno considerato quella dei No Tav una vera e propria nuova resistenza civile, con la quale schierarsi e unirsi.
Dopo la vittoria del No al referendum costituzionale è ricominciato il teatrino su cosa sia destra e cosa sia sinistra, sui populismi e sul sistema politico.
Per me la posizione sul Tav è uno spartiacque politico generale. Chi sostiene la grande opera sta con i poteri forti e i loro affari, con l’Unione Europea, con la distruzione dei diritti, dell’ambiente e della democrazia. Chi sta col Tav per me è la vera destra e soprattutto è l’ avversario. Chi è contro – in Parlamento M5S e Sinistra, nel paese tanti movimenti e organizzazioni – sta dalla mia stessa parte. E per me questa discriminante viene oggi prima di tutte le altre. Io sto coi NoTav e con chi sta con loro, e sono contro chi vuol fare quell’opera mangia soldi e divora ambiente. O di qua o di là, bisogna scegliere, il resto sono chiacchiere. Punto e basta.
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