PIACENTINI ADDIO, FINE DOLCE VITA

DI ITALO CUCCI
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Un breve, sintetico necrologio: ” Gianfranco Piacentini ha chiuso la sua “dolce vita” terrena “. Non se n’è accorto quasi nessuno, un tempo occupava spazi preziosi sui giornali, paginate sui periodici. Era l’ultimo VERO dolcevitiero dopo la scomparsa di Franco Rapetti, volato da un grattacielo della Quinta Strada, e di Gigi Rizzi, il mitico playboy amante di Brigitte Bardot che finì la sua vita a St.Tropez, luogo delle sue avventure amorose. Ricordo Gianfranco, emulo del Principe Fusto, perché ho cominciato questo mestiere a Roma, nel 1959, in piena Dolce Vita, scrivendo ventenne sul settimanale LO SPECCHIO allora diretto da Giorgio Nelson Page, caporedattore il famoso Ninni Pingitore poi patron del Bagaglino. Piacentini – alto, bello, fascinoso – era un playboy che collezionava bellezze ancor prima di Gigi Rizzi. Il barone De Boccard lo sfotteva sullo Specchio perchè vicino alla nostra redazione, in via Xx Settembre, nell’atelier del grande sarto Schubert, la mamma di Piacentini faceva la ricamatrice: “Lei si cava l’occhi, lui fa il signore della notte”. Nasceva il gossip, D’Agostino era un bambino. Io raccontavo quelle storie prima di darmi allo sport. E lanciavo playboy invece che calciatori. Rivelai l’esistenza di Franco Rapetti Solieri Papiani da Modigliana, a sua volta tenero sodale di BB. Misi in pista Giacomo Alexis, forse il più bravo paparazzo, dopo averlo scoperto sulla spiaggia di Rimini dove faceva foto ai bambini mettendoli in groppa a un elefante di cartone che si portava in spalla. Giacomo mise su uno studio fotografico con Piacentini e l’Agenzia PIALEX. Giorni eroici. Roma scuola di Dolce Vita. Ma anche di lavoro. Non come oggi. Quam mutata ab illa, mi ha detto Enea.

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