ESAME DI MATURITA’. DAL 2018 PER L’AMMISSIONE BASTA LA MEDIA DEL 6

DI CHIARA FARIGU

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Esami di maturità, altro giro, altro cambio. Dal 2018 le insufficienze non saranno più un ostacolo per l’ammissione. Con buona pace del merito decantato a parole ma non nei fatti.
Chi non ricorda le notti insonni, le borse sotto agli occhi, le crisi di panico, la tachicardia, il terrore di aver dimenticato tutto e la quasi certezza di fare scena muta gli esami di maturità? C’è una vasta letteratura a riguardo, Venditti ne ha fatto uno dei suoi maggior successi canori ed il cinema ci ha inzuppato la scarpetta sugli sconvolgimenti da “ notte prima degli esami”. Se riavvolgo il nastro dei miei ricordi, quanti ne ho dovuto affrontare e superare. Esami che oggi non ci sono più ma che in quelli della mia generazione hanno lasciato una traccia indelebile: due alle elementari, in 2^ e in 5^ e quello del 5° ginnasio che dava l’accesso agli ultimi tre anni di liceo. Step fondamentali di approfondimenti, elaborazioni di tesine, ricerche forsennate sulle enciclopedie, ripassi dell’ultim’ora e … di crescita. Emozioni pure, a volte contradditorie, ma dal sapore intenso e coinvolgente. Che cominciavano ben prima delle temute prove. Già, occorreva meritarsela la partecipazione agli esami. Prima di questi c’era l’ancor più temuta “ammissione”. E se non c’era la sufficienza in tutte le materia, esami, bye bye, ritenta, sarai più fortunato.
Beh, dal prossimo anno non sarà più così. Le insufficienze nei voti scolastici non saranno più ostative alle prove scritte e orali. Dal 2018 si potrà essere ammessi se si ha “almeno” la media del 6, condotta inclusa. Con buona pace di chi sgobba e suda freddo tra mille ansie. E’ quanto prevede lo schema del decreto sugli esami di stato arrivato sul tavolo dei parlamentari, a seguito dell’approvazione di 8 delle 9 deleghe alla #buonascuola a completamento della Legge 107/2015. Il provvedimento indica, tra gli altri requisiti per l’ammissione all’esame, la partecipazione alle prove Invalsi (il cui voto non farà parte della valutazione complessiva), lo svolgimento dell’alternanza scuola lavoro e, come nella normativa vigente, la frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale. Ma anche borse di studio e agevolazioni fiscali, pare sotto forme di voucher. Non come quelli destinati ai lavoratori, ma una sorta di fac-simile. Per l’acquisto di libri di testo e i servizi culturali, le famiglie riceveranno dei buoni acquisto al posto dei soldi come in passato.
Rimane solo una domanda: cosa resterà della notte prima degli esami?

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