LUI LE DICE ADDIO. MA LEI HA UN TUMORE. E NON SI LASCERANNO PIU’

 

DI MARIANNA POLLIERI.

A volte lasciamo che i nostri occhi vedano solo quello che vogliono vedere, a volte non ci accorgiamo più nemmeno di chi ci sta intorno, della sofferenza che può provare o di quella che noi stessi gli provochiamo. Ultimamente circola nel web una storia toccante, che ci fa comprendere come il nostro egoismo può ritorcersi contro le persone che amiamo e, di conseguenza, contro di noi. Un uomo, stanco ed annoiato della sua vita matrimoniale ormai decennale, chiede il divorzio a sua moglie, confessandole che da tempo ha una giovane amante e che vuole andare a vivere con lei. La donna tradita non appare sconvolta dalla notizia, chiede semplicemente al marito un mese di tempo e scrive un foglio con le condizioni della separazione: non vuole la casa, non vuole l’auto e nemmeno il negozio, vuole solo che, durante quel mese, tutto trascorra tra loro come se nulla fosse, come se non dovessero mai divorziare e che ogni mattina, per quel mese, il marito la prenda in braccio per portarla fuori dalla porta. Gli dice: “Ti ricordi quando ci sposammo? Mi prendesti in braccio per portarmi in casa; ora voglio che tu faccia la stessa cosa, ma portandomi fuori casa. Inoltre, voglio che tu non dica niente a nostro figlio, almeno per adesso”. L’uomo, sorpreso dalla proposta, ma pronto ad accettarla, pur di porre fine a quello stanco matrimonio accetta, suo malgrado, alle condizioni della moglie. La prima mattina la prende in braccio e l’imbarazzo tra i due è tanto; da molto tempo non hanno più rapporti intimi e non si sono nemmeno più sfiorati per sbaglio. La seconda mattina l’imbarazzo si affievolisce e così man mano che passano i giorni. L’uomo si abitua a quell’azione mattutina. Ma, ogni volta che la compie, gli sembra di sentire, stranamente, una nuova emozione per quella donna che ancora è sua moglie, non più così giovane, ma pur sempre la donna che gli ha donato dieci anni della sua vita e che ha sempre fatto tutto per la famiglia. Man mano che passano i giorni, quella donna le sembra sempre più leggera nel prenderla in braccio, sempre più fragile: ”La notizia della separazione l’ha sconvolta”, pensa lui e questo pensiero intenerisce il suo cuore, congelato ormai da troppo. E s’intenerisce ancor di più la mattina in cui suo figlio, ormai abituato e divertito dall’uscita fuori casa della madre, entra in camera e strilla giocoso: “Papà, è tardi, prendi la mamma in braccio, deve andare a lavoro!”. L’ultimo giorno di quel mese, mentre l’uomo prende in braccio sua moglie, pensa: ”Non mi voglio separare da questo fragile corpo, fa parte della mia vita”; si accorge di amare ancora quella donna, sua moglie, la madre di suo figlio; “Glielo dirò, una volta tornato a casa, glielo dirò”. Quel giorno, va dalla sua amante per chiudere la storia con lei e dopo aver ricevuto gli insulti della giovane, compra un mazzo di fiori e scrive sul bigliettino: ”Voglio portarti in braccio tutte le mattine, finché morte non ci separi”. Corre a casa, la sua casa, pensando a quanto sarà felice sua moglie leggendo quel biglietto, ”Sarà un nuovo inizio”, sorride entusiasta. Apre la porta, entra in camera e trova sua moglie riversa sul pavimento, ormai priva di vita. Era malata di  cancro, ma lo aveva  nascosto fino all’ultimo, per vivere serenamente, con suo figlio e suo marito, quel mese che le era rimasto. Questa storia, scritta in prima persona da un anonimo, potrebbe essere vera, o non esserlo. L’unica cosa certa è che spezza il cuore e fa comprendere quanto sia importante, spesso, andare oltre il nostro egoismo per poter continuare a guardare le persone che più ci sono care nel modo in cui meritano di essere guardate: con gli occhi dell’amore.

Pubblicato il: 22 Nov, 2012 @ 02:39