TEATRO. A ROMA SI RENDE OMAGGIO A D’ANNUNZIO

DI SILVIA BUFFO
Il 19 Maggio al Teatro di Documenti, si è tenuta la prima di Mùsami o Vate, omaggio al poeta Gabriele D’Annunzio, ancora in scena fino al 24 Maggio.
Il nuovo spettacolo, scritto, diretto e interpretato dalla regista bresciana Marialena Masetti Zannini col  supporto di Emanuela Bolco, si presenta come un’indagine interiorizzata che aspira a ricordare i rapporti d’amore del poeta che fece alla maniera wildiana della vita un’opera d’arte.
Con accento particolare su un misterioso mondo femminile intriso di esoterismo e intimità, lo spettacolo ha una connotazione quasi pittorica che emana infinite suggestioni, sulla scena si stemperano psichedeliche e armoniose in uno scenario di classicità e contemplazione quasi scultoreo, per l’esposizione muscolare dei corpi valorizzata dalla danza, ma contaminato da continui slanci d’avanguardia e páthos.
Colpiscono i dettagli scenografici, l’interazione e la vicinanza al pubblico, ed ancora la ricercatezza dei costumi e lo solennità dei gesti. Il risultato è quello di una performance ipnotica.
Da considerare la composizione del testo dal sapore novecentesco che sembra ricreare perfettamente la complessità dei sentimenti del poeta e di ogni istanza emotiva.
Lo spettacolo tesse le lodi di tutte le donne importanti della vita del Vate, dalla madre il cui ruolo è affidato a Kyrahm, dalla fisionomia angelicata, ritratto giovanile di Luisa De Benedictis, a Eleonora Duse rappresentata da una misteriosa statua velata fino alla sofisticata interpretazione della stessa Zannini nel ruolo della Marchesa Luisa Casati Stampa, collezionista, musa di numerosi artisti e anticipatrice della performance e della Body-Art. Memorabili le sue incursioni, avvolta tra serpenti e leoni, le spettacolari feste mondane e le sue eccentriche frequentazioni con Jean Cocteau e i Futuristi.
Artisti internazionali delle avanguardie contemporanee come Kyrahm, Julius Kaiser e Marco Fioramanti ricreano queste atmosfere, attraverso performance e video destinati al circuito estero e nazionale.
Un ruolo centrale di coordinamento nella cura dei contenuti e nella direzione artistica di questo mobile mosaico è affidato allo stesso Fioramanti, pittore e performer, co-fondatore del Movimento Trattista in Italia, one-man band della rivista Night Italia, associata sul piano americano a Anton Perich e Andy Warhol. In scena interpreta in maniera calzante Jean Cocteau.
Interessanti i riferimenti al Simbolismo dell’Isola dei Morti di Böcklin e alle opere di Von Stuck.
L’opera è costruita interamente su un pentagramma musicale realizzato da Michele Papa che ne aumenta la suggestività, dove si intervallano i brani più celebri, da Debussy fino a Chopin e Mozart, che hanno realmente scandito la vita di D’Annunzio.
Il Sacro e il Profano in Gabriele D’Annunzio sono le due porte d’accesso alla veggenza del Poeta, luogo di impulsi primordiali, fra scene di vita vissuta e ispirazioni poetiche.
Il complesso ruolo del Vate protagonista è affidato a Giuseppe Talarico, nominato al David di Donatello nel 2009. La sua interpretazione è calzante e suggestiva in ogni gesto ma anche nella fisicità.
Ancora nel cast Lucia Rossi, nel ruolo di Dora la Popolana e Gianluca Vicari in quelli di Andrea Sperelli de “ Il Piacere”. Fra le Muse anche l’aiuto-regia, Priscilla Micol Marino, bravissima nei panni di Agustina Otero Iglesias e l’affermata burlesquer  Giuditta Sin Infelice che rappresenta l’estasi e la sublimazione della bellezza in D’Annunzio. Ed ancora Blenda Canino nel ruolo della Marchesa Carlotti e Martina Leporelli in quello di un serpente.
Le Muse sulla scena costituiscono un quadro armonioso e attorno alla figura onnisciente di Gabriele D’annunzio sempre in venerazione.

Pubblicato il: 22 Mag, 2015 @ 14:17