GALEAZZI NON SI NASCE PER CASO

PAOLO DI GIANNANTONIO

DI PAOLO DI GIANNANTONIO
Trent’anni fa ero ancora un bambino quando arrivai al Tg1. E mi sentivo come un bambino negli spogliatoi della squadra del cuore. Mi sembrava di sognare, a contatto con tanti personaggi famosi.Uno dei primi che conobbi era Giampiero Galeazzi: gia’ un mito, cento e più chili di travolgente simpatia, aggiunta alla salace ironia romana che lo ha sempre accompagnato.
Negli anni, poi, cene, partite di tresette e tanti suoi incomparabili racconti, una parte dei quali ho ritrovato nel libro “L’inviato non nasce per caso” che Giampiero ha scritto un anno fa . Ma manca uno, del quale sono stato co-protagonista: 1986, in piena guerra fredda tra Usa e Urss, arriva improvvisa la notizia di un vertice sul disarmo tra Reagan e Gorbacev a mezza strada, a Reykjavik, in Islanda.
I due leader si incontreranno nella “casa dei fantasmi”. Questa è storia, non semplice cronaca”: bisogna fare qualcosa, ma non c’è tempo. Ed ecco la mia intuizione: in Islanda c’è Galeazzi per una partita di coppa della Juventus. Lo chiamo e gli dico: “Te la senti?”. “Certo”, risponde subito. E tre ore dopo manda una signora corrispondenza in esclusiva per il Tg1. Misurata, attenta, piena di notizie. Su questo abbiamo scherzato per anni. E per questo sono convinto che “Bisteccone” abbia assolutamente ragione: l’inviato non nasce per caso.

foto di Paolo Di Giannantonio.