DEMOCRAZIA E DIRITTI DEI CITTADINI: LO STATO DELL’ARTE NEL MONDO

DI MASSIMO NAVA

massimo nava

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Ciò che differenzia da sempre una democrazia da una dittatura sono i diritti dei cittadini, la separazione dei poteri, le possibilitá di alternanza attraverso il voto libero. Sotto questo profilo, non c’é dubbio che Stati Uniti, Francia, Italia, Gran Bretagna siano democrazie, mentre ad esempio Paesi come Russia o l’Egitto, per quanto sia possibile esercitare diritti fondamentali,  assomiglino piú a oligarchie, considerando la disinvoltura con cui molti diritti vengono violati o trascurati. Ma se osserviamo nel profondo il funzionamento dei modelli democratici a noi piú vicini, diventa forte il sospetto di vivere in democrazie piuttosto malandate.
Negli Stati Uniti, la vittoria di Trump é stata possibile grazie a un sistema che privilegia il peso dei delegati rispetto al voto popolare, in maggioranza favorevole alla Clinton. Fiumi di parole e analisi si sono spesi per spiegare che la vittoria di Trump é comunque legittima, sia per rispetto delle regole, sia perché espressione del consenso profondamente popolare che ha saputo catturare sui temi della sicurezza, dell’immigrazione, dell’impoverimento della middle class bianca, del valore della Nazione. Si potrebbe ricordare che anche Hitler andò al potere democraticamente, sventolando le stesse problematiche, molto prima della deriva razzista e antiebraica. Ma basterebbe considerare quanto la deriva populista, gli slogan xenofobi, la cavalcata dell’odio, diffusa attraverso i nuovi media (non i giornali, che erano tutti contro), abbia giovato a Trump, il quale, per inciso, è riuscito a spendere meno della Clinton. La sua é stata una rivolta vincente contro l’establishment di cui fa parte, contro una cultura democratica che ha tradito le aspettative delle classi cui pretende di rivolgersi.
Quanto alla Francia, il meccanismo che porta Marine Le Pen in alto nei sondaggi é sostanzialmente analogo. Marine ha contro la stampa e l’establishment, ma sa parlare alla pancia dei francesi, in maggioranza dei francesi poveri e giovani, molti dei quali ex elettori della sinistra. La magistratura ha poi azzoppato il principale candidato del centro destra, François Fillon. Confusione di poteri, complotto politico?
Forse, ma in ogni caso, un candidato rispettabile e trasparente non si sarebbe cacciato in un guaio cosi imbarazzante : stipendi a moglie e figli per incarichi pubblici e privati mai svolti. Forse non é nemmeno un reato, ma consegnereste la piú alta carica dello Stato a uno cosí?
La malattia francese é diversa da quella americana, ma pur sempre malattia é. I partiti di destra e di sinistra sono implosi, i candidati principali sono stati eliminati nel corso delle primarie o si sono ritirati, mai un presidente (Hollande) si é visto costretto a non ricandidarsi. Lo scontro é ormai ridotto a due movimenti : il Front National di Marine Le Pen e “En Marche” di Emmanuel Macron, il giovane ex banchiere, non casualmente in ascesa con un programma molto mediatico e trasversale a tutti i partiti, senza far parte di nessuno. Qualcuno la chiama democrazia diretta e in Francia, dove il sogno bonapartista non é mai davvero tramontato, forse funziona.
La malattia italiana non é da meno, anche perché la buona storia dell’uomo solo al comando si ferma a Augusto e al Principe di Machiavelli.
La principale forza é il Movimento 5 stelle, talmente portato in alto dalla deriva populista del suo guru Beppe Grillo da essere impermeabile alle figuracce e agli scandali che lo affliggono (vedi la gestione di Roma). Gli avversari, cioé i partiti, viagggiano in ordine sparso, fra risse interne, scandali, affari, tradimenti e azzoppamenti di leader. Con l’eccezione della Lega, cioé di un altro non partito. La colpa o l’errore principale di Matteo Renzi é stata quella di costruire, come Cameron in Gran Bretagna, un referendum sulla sua persona, quindi una deriva plebiscitaria, dimenticando la lezione della storia, la sonora bocciatura dei leader in carica a qualsiasi latitudine, compreso un certo de Gaulle!
A proposito di Cameron e del referendum sulla Brexit, possiamo discutere di volontá popolare senza considerare la volontá degli scozzesi e degli irlandesi di stare in Europa, o gli escamotages dei parlamentari per medicare il disastro?
Anche in Italia si sbraita sulle invadenze della magistratura, dimenticando che basterebbero un po’ di trasparenza in piú o un po’ di furti in meno perché la separazione dei poteri fosse davvero rispettata. Anche Matteo Renzi, attraverso suo padre, é sfiorato dai sospetti che potrebbero abbatterlo. Tutto avviene nel pieno della scissione del PD e alla vigilia di un congresso che dovrebbe ricandidarlo alla guida del partito o di ciò che ne resta. Ne uscirá triturato, probabilmente, con buona pace degli italiani che speravano in una nuova stagione di progresso e riforme. La conservazione e il pantano hanno vinto, forse perché sono maggioritarie nella testa degli italiani.
Si tratta di capire se anche questa é democrazia.
http://www.massimonava.it/democrazie-malate/

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