IL LINGOTTO NON E’ ORO, E’ PIOMBO

DI RAFFAELE VESCERA
Renzi al Lingotto, parla di stati d’animo, “ci vuole coraggio” dice “siamo eredi e non reduci” “siamo una comunità, i fuoriusciti sono rancorosi” etc. Il lingotto non è oro, è piombo. Il Sud che muore grazie ai colpi finali da lui infertogli, la povertà dilagante come la corruzione, i diritti sociali da lui negati, la libertà di licenziamento, i 50 milioni di euro tagliati per l’assistenza ai disabili, dopo quelli tolti ai malati di cancro tarantini, e mille altre faccende non lo toccano, sono cose politiche che riguardano la gente, non è mica lotta di potere cui mira. Si dice ancora convinto di vincere, ma, per dirla con Pasternak, di che parla sciocco? Per lui è finita un anno fa, lo dissi allora e oggi lo ripeto. La sua stagione è chiusa, ha perso appeal e non è più l’utile strumento del blocco finanziario dominante, la sua sostituzione è programmata, i suoi scherani cadono uno alla volta, foglie morte d’autunno. Presto fuggiranno in fila indiana, topi fuggiaschi dalla nave che affonda.

 

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