CONSIP: UN MECCANISMO CHE ANDREBBE RIVISTO

DI CLAUDIA BERNARDINI

Il motivo per cui il meccanismo CONSIP andrebbe rivisto completamente non e’ solo per il “traffico di influenze illecite” che dovrebbe essere bonificato ma anche e soprattutto per quell’inaccettabile tuttologia approssimativa che viene adottata come standard fi stato e che si contrappone  alla iperspecializzazione che e’ invece richiesta in ogni settore lavorativo. Ieri la sette ha mandato in onda un servizio sulle stalle inviate ad alcuni fortunato allevatori terremotati. Risultato ? Gli animali continuano a rimanere nelle vecchie stalle in parte crollate e lesionate. Motivo? Bastava che il solerte funzionario CONSIP chiamasse uno dei centinaia di allevatori colpiti dal sisma per comprendere quali fossero gli user requirements da inserire nelle specifiche della gara di appalto e invece come si procede? Il solerte impiegato analizza le strutture su carta alla sua scrivania e pensa aver fatto un bel lavoro avendo risparmiato per la gara centralizzata. Risultato ? La tenso struttura del costo di 50.000 euro giace quasi rottame violata dalle raffiche di vento che in semimontagna soffia forte. Mi domando e vi domando, quale mente perversa potrebbe avrebbe potuto inviare una tenso struttura con teli da posizionare in aree dotate di infrastrutture, in aree che per natura sono impervie e per di piu’ a dicembre sull’appennino? La struttura ad oggi mai utilizzata perche’ il pastore “ignorante” non era mica matto a lasciare gli animali unica risorsa economica sotto quella ferraglia che assomigliava ad un gazebo da giardino. Morale il problema non e’ il meccanismo di aggiudicazione CONSIP che sara’ pure blindato, ma nella presunzione che un impiegato per carita puf bravissimo possa decidere in ambiti in cui non capisce una “cippa”. Se quei 50.000 euro li avessero dati al pastore oggi ci sarebbe una stalla, gli animali non sarebbero morti e il problema sarebbe stato risolto.