CAMERA APPROVA DECRETO SICUREZZA E DECORO DELLE CITTA’. MA INFURIA LA POLEMICA

DI CHIARA FARIGU

Non ci sta il ministro Minniti alle accuse che il Decreto Sicurezza, approvato ieri alla Camera con 230 voti favorevoli, 56 contrari, astenuto il M5S (“È una scatola vuota senza fondi né risorse, e molto probabilmente rimarrà lettera morta”), sia una “legge di destra” e che i sindaci, in virtù del quale, diventerebbero dei veri e propri sceriffi. Non ci sta e rimanda ai destinatari accuse e critiche, invitandoli a leggere attentamente il testo, scritto a più mani, sentiti l’Anci e diversi sindaci italiani come Nardella, Decaro, Sala e Zedda, tanto per citarne alcuni. “È di destra un decreto che, per la prima volta nella storia repubblicana, risponde a una legittima richiesta di sicurezza con il solo strumento amministrativo, senza aumentare le pene o introdurre nuovi reati”? ribadisce il ministro in un’intervista a Repubblica. Uno dei più severi critici Roberto Saviano, dalle stesse pagine risponde: “In nome del decoro non si può criminalizzare anche chi sta ai margini e quando per fame rovista in un cassonetto della spazzatura ciò che altri hanno buttato via”. Critico anche il sindaco De Magistris secondo il quale appare evidente il tentativo del governo di scaricare il tema della sicurezza sui sindaci. Mentre “l’ordine pubblico e la sicurezza li devono garantire il Governo e il ministero dell’Interno”, ribadisce il 1° cittadino partenopeo che, nel decreto individua la falla dei parcheggiatori abusivi, tema sul quale il governo non è intervenuto in modo efficace così come il mancato rafforzamento delle polizie municipali per le quali, “non possiamo incrementare gli organici e non possiamo equipaggiarle come vorremmo”.
Una diatriba che andrà avanti per le lunghe, c’è da scommetterci. Intanto il provvedimento, che dovrà essere convertito in legge entro il 20 aprile in virtù della sua natura di “straordinaria necessità e urgenza”, passa ora al Senato, dove approderà mercoledì prossimo in Commissione Affari costituzionali.

Questi, in sintesi, i punti del Decreto “Norme in materia di sicurezza urbana nonché a tutela della sicurezza delle città e del decoro urbano”:
Più poteri ai sindaci per la sicurezza nelle città, che stipulano patti coi prefetti per garantire l’uso e la piena fruizione dello spazio pubblico;

Daspo urbano per chi si rende protagonista di ripetute lesioni al decoro per i quali scatta l’allontanamento sino 12 mesi; da 1 a 5 anni per chi spaccia droga nelle discoteche e locali di intrattenimento; sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’ allontanamento fino a 48 ore per chi lede il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture (ferrovie, aeroporti, ecc.), luoghi di pregio artistico, storico o interessati da flussi turistici, anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione “in modo ostentato”, esercitando il commercio abusivo o facendo accattonaggio molesto.

– Possibilità di arresto in “flagranza differita” in caso di reati commessi a persone o cose durante manifestazioni pubbliche riprese da telecamere o da immagini fotografiche entro le 48 ore dal fatto;
Destinare risorse per spese di videosorveglianza fuori dal patto di Stabilità

 

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