DOPO IL VOTO OLANDESE. L’EUROPA SI DIFENDE DAI “POPULISMI” GUARDANDO AL FUTURO

DI ALBERTO BENZONI

Tutti i giornali italiani ci hanno invitato ad assistere, col fiato sospeso, alla lotta, incerta titanica e decisiva, tra i populisti che “dilagavano”e l’Europa, trincerata intorno al suo cavaliere bianco, il liberale Rutte.
In realtà la posta in gioco non era l’Europa: perchè sull’Europa, o per meglio dire su quella che ci troviamo adesso, gli olandesi si erano già pronunciati più di dieci anni fa bocciando la relativa Costituzione. E, da allora, a quanto ci risulta, non hanno mutato opinione. Di “posta in gioco”c’era il multiculturalismo di cui l’Olanda era ed è l’autentico campione ( se si è votato di mercoledì era per il rispetto del giorno santo delle tre religioni monoteiste…). E , da questo punto di vista, la partita era segnata sin dall’inizio: una stragrande maggioranza a favore del modello seppure con una crescita significativa dei contrari: Wilders è cresciuto di una manciata di seggi, sino ad arrivare a 20 ( su 150; secondo partito) mentre Rutte ( che ne ha persi dieci, scendendo a 31) ha evitato il peggio sposandone non dico le tesi ma, almeno parzialmente i toni.
Per altro verso, la stessa stampa italiana ha sì preso atto del vero Evento del voto olandese: il crollo del partito laburista, sceso dai 38 seggi del 2012 a 9. Ma senza soffermarcisi sopra più di tanto. Forse in omaggio al principio “de mortuis nisi bonum”; o magari perchè spiegarne le vere che dico le evidenti ragioni avrebbe smentito una volta per tutte la balla che ci viene propinata da anni. E cioè che la crisi del socialismo è dovuta, come dire, all’ostinazione fuori luogo di chi intende mantenersi fedele ai suoi principi.
In realtà i suoi principali artefici, che si chiamino Blair o Valls, Renzi o, nel nostro caso Djesselbloem sono coloro che, sino a combattere contro il loro stesso partito, hanno preteso di trasformarlo in una formazione ordoliberista dal volto umano. Accompagnadone la caduta finchè ne sono rimasti i padroni, o abbandonandolo al suo destino ( vedi Francia; ma potrebbe accadere lo stesso anche in Gran Bretagna, Italia o magari Spagna) in caso contrario.
Ma c’è anche un ultimo dato; che per noi “resistenti”è il più preoccupante di tutti. Il fatto che, almeno in Olanda ( ma sarà così anche in Francia e, temo, in Italia; mentre in Gran Bretagna, la leadership di Corbyn, anche se non certo per colpa sua, non ha recuperato i voti operai persi dal Labour sotto le gestioni precedenti, al contrario), la valanga di voti persi dallo sciagurato Djesselbloem ( per chi non se lo ricordasse è il presidente dell’eurogruppo, il più accanito nel difendere i valori, anche etici, dell’austerità contro i pigri e scialcquatori italiani) è andata in parte ai populisti, in parte maggiore ai partiti della sinistra liberal ma quasi per nulla alla sinistra del partito socialista ( in quanto veramente tale non iscritto al Pse…).
Qui si è e si rimane al 10%; più o meno la percentuale su cui si assesterà Mèlenchon in Francia, più o meno quanto potrà aspirare a prendere la sinistra di opposizione qui da noi ( se come è più che probabile Renzi si impadronirà una volta per tutte del Pd portandolo ad un’intesa con la destra che è nell’ordine naturale delle cose).
Ora il 10% è tanto per chi sente, come sentiamo noi, il diritto/dovere di trincerarsi a difesa. Ma non basta per chi vuole partire al contrattacco. Non siamo, purtroppo, o comunque non appariamo gli anticipatori del sole dell’avvenire, le avanguardie presto raggiunte dal resto dell’esercito. Siamo i sopravvissuti di un esercito che si è arreso sul campo; e in un mondo che non ci consente di ragionare tranquillamento sul futuro ma ci obbliga a misurarci con un presente che rischia di travolgere quella democrazia liberale di chi intendevamo essere gli eredi e i “finalizzatori”.
E allora dall trincea dobbiamo per forza uscire per tuffarci in mare aperto.
L’isola che non c’è ci appare tale solo perchè rinunciamo a costruire gli strumenti per raggiungerla Perchè, che si tratti di Europa o di lavoro, dei partiti o di economia o dello stesso significato del socialismo, la necessità prioritaria di difendere le conquiste del passato sembra tale da impedirci di ragionare sul futuro. E, purtroppo, se non si organizza il contrattacco anche la nostra trincea diventerà, prima o poi, del tutto indifendibile.

Risultati immagini per DOPO IL VOTO OLANDESE. L'EUROPA SI DIFENDE DAI "POPULISMI" GUARDANDO AL FUTURO