IL 25 APRILE 1945 FU ANCHE UNA VITTORIA DEI GIOVANI E DEGLI ADOLESCENTI

DI YVAN RETTORE

Quando si pensa alla Resistenza, ci vengono in mente le gesta eroiche di alcuni dei suoi più autorevoli protagonisti e il martirio di tanti – troppi – altri.
Viene invece dato poco spazio ai giovani e in particolare agli adolescenti dell’epoca il cui impegno fu determinante per la vittoria finale.
Dire che furono mossi ad agire perché antifascisti è sicuramente vero, ma ritengo che sia più giusto affermare che furono la fame e la disperazione di quel periodo ad innescare in loro quella rabbia che li portò ad imbracciare le armi contro l’occupante tedesco.
Mentre le donne rappresentavano ormai la guida fondamentale delle famiglie italiane (dato che gli uomini adulti erano quasi tutti assenti per via della guerra in corso) sostenute come potevano dagli anziani, i giovani e adolescenti dell’epoca decisero in massa di rivoltarsi contro quella vita di stenti e di orrore in cui il fascismo li aveva fatti precipitare.
In una società ormai ridotta allo stremo, in cui mangiare una volta al giorno era già un’impresa (e se si era fortunati si mangiava polenta o patate), riscaldarsi era un autentico lusso e avere un vestito di ricambio ancor di più, le teorie marxiste rivoluzionarie da una parte e i concetti cristiani dall’altra avevano ben poco peso.
Anche in quell’occasione, gli Italiani, come qualsiasi essere umano, dimostrarono che ogni popolo quando è messo alle corde e non ha più nulla da perdere, finisce col trovare il coraggio e la forza di rivoltarsi contro i propri oppressori.
E fu proprio la generazione più forte (quella dei giovani e adolescenti dell’epoca) che decise di farlo, abbandonando i lavori nei campi e nelle fabbriche, per riuscire non solo a lottare per un futuro migliore ma anche per tornare semplicemente a vivere come esseri umani degni di questo nome.