LE RICETTE DEI VIP: NINO FRASSICA

DI ANDREA FACE
Nino Frassica nasce a Messina l’11 dicembre 1950. Dopo un anno di studi al Teatro Piccolo di Milano e dopo varie esperienze teatrali, grazie a un eccentrico messaggio lasciato sulla segreteria telefonica si fa notare da Renzo Arbore, che nel 1983 lo chiama per interpretare la parte del tecnico di Tele Ottaviano in “FF.SS.” – Cioè: “…che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?”. Sempre con Arbore partecipa nel 1985 al varietà Quelli della notte, nella parte di frate Antonino da Scasazza, organizzatore di un improbabile concorso a premi, e nel 1987 a Indietro tutta!, dove veste i panni del “bravo presentatore” e mette in scena una spassosa parodia del tipico conduttore televisivo. Presenta poi su Raidue la trasmissione “Ritira il premio” e partecipa successivamente a molte trasmissioni televisive nel suo ruolo di comico. Ma Frassica è un attore a tutto tondo come dimostra il successo ottenuto nelle fiction, prima tra tutte “Don Matteo”, in cui nel ruolo del maresciallo Cecchini alterna scene comiche ad altre drammatiche. Nella sua carriera non poteva mancare il cinema. Nel 2009 viene scelto dalla regista Sofia Coppola per interpretare il ruolo di presentatore del Telegatto nel suo film Somewhere e da Giuseppe Tornatore che gli affida un ruolo in “Baaria”, suo film di grande successo internazionale.
Nel 2014 pubblica il libro a sua firma “La mia autobiografia (70% vera 80% falsa)”. Nel corso del 2015 diventa il testimonial della campagna di comunicazione del Ministero della Salute contro il fumo. Per la campagna realizza tre spot televisivi e tre spot radiofonici che vengono trasmessi sulla reti della Rai e in internet per tutto il corso del 2015 e del 2016. La campagna ha vinto il premio Agorà 2016. Dal 2015 fa parte del cast fisso del programma “Che fuori tempo che fa”, spin-off di Che tempo che fa.
Il 10 febbraio 2016 è ospite della seconda serata del Festival di Sanremo, dove ottiene consensi di critica e pubblico per la sua intervista doppia con Gabriel Garko e per la canzone “A mare si gioca”, scritta con Tony Canto, raggiungendo il picco di share con il 59,7%. Da febbraio 2017 conduce, con Flavio Insinna, “Dopo Fiction”, un programma di cui è ideatore e autore.
L’INTERVISTA
«Il mio piatto preferito è diventato tale in una data ben precisa: il 2 marzo del 1970. E’ stato il giorno in cui ho fatto il mio primo spettacolo, il mio debutto come autore, attore e regista. Sia chiaro, non è che ho debuttato al Teatro Vittorio Emanuele, il più importante di Messina, con un pubblico ben assortito. Era uno spettacolo che ho fatto per le scuole, a Messina naturalmente».
Come mai per le scuole?
«Non ricordo neanche io come mai riuscii ad avere quell’opportunità, ma ricordo benissimo che per me fu una gioia. Esibirmi davanti ad un pubblico folto, che rispondeva bene alle battute e che si dimostrò entusiasta a fine spettacolo, fu per me una grande soddisfazione. Subito dopo, per festeggiare, andai a mangiare un bel piatto di pasta alla Norma. E da quell’anno, in quella data, il 2 marzo, dovunque mi trovo, mi preparo la pasta alla Norma».
Le piace cucinare?
«In verità mi piace di più mangiare, quindi se cucinano gli altri non mi dispiace. Ma se voglio determinate cose fatte bene, magari piatti tipici delle mie parti, allora devo mettermi ai fornelli io. E i piatti delle mie parti li scelgo specialmente quando devo fare delle gare».
Addirittura gare di cucina?
«Sì, ma non quelle cose ufficiali dove ci sono decine di concorrenti a cucinare e centinaia di persone ad assaggiare per dare il premio. Le mie sono gare molto più casalinghe».
Quindi con chi le fa?
«Io sono molto amico di Diego Abatantuono e Flavio Insinna. Siamo un trio, ci vediamo spesso e ogni tanto decidiamo di fare delle piccole gare culinarie tra di noi. E i giudici siamo noi stessi. Nonostante ciò io vinco spesso. Una volta, mi ricordo, li ho lasciati a bocca aperta facendo il pesce spada in padella al pomodoro. E’ diventato uno dei piatti più richiesti nelle nostre gare».
Perché nelle gare non fate sempre piatti nuovi?
«Quello forse si fa nelle gare ufficiali. Ma siccome le nostre sono caserecce, Diego e Flavio, che sono furbi, hanno deciso che si possono ripetere anche dei piatti già fatti. E guarda caso spesso mi invitano proprio a ripetere questo pesce spada al pomodoro. Poi mi fanno vincere, tanto a loro che gliene importa della vittoria, a loro interessa il pesce spada».
Un’altra specialità siciliana che ha preparato per qualche occasione particolare?
«La pasta con le sarde che feci in un’occasione indimenticabile. Fu un’emozione incredibile. Era il 1999 ed il regista Enrico Oldoini, autore di innumerevoli fiction e film di successo, mi aveva scelto per “Don Matteo”. Un giorno mi chiama e mi dice che voleva presentarmi Terence Hill. Io ho pensato che potesse essere carino invitarli a cena e subito dopo me ne sono pentito».
Perché?
«Perché per me Terence Hill era quello dei film, per me non poteva esistere, era un fumetto. Ero emozionatissimo perché lo incontravo per la prima volta. Proprio lui, quello che avevo visto tante volte al cinema mangiare fagioli nel tegame, oppure bisteccone. Insomma, mi sembrava incredibile avere un mito a cena a casa mia».
Come andò?
«Bene, ma quanta paura. Decisi di fare un piatto decisamente siciliano, quindi, come le ho detto, feci la pasta con le sarde. Ma per essere sicuro di riuscire a farla proprio bene, poiché volevo essere certo di fare bella figura, l’ho preparata per tre sere consecutive e ho costretto i miei amici, sempre gli stessi, a farmi da cavie».
Perché sempre gli stessi?
«Per fare in modo che notassero se di volta in volta c’erano stati progressi. Volevo essere sicuro che nel momento in cui l’avrei fatta per Enrico Oldoini e Terence Hill sarebbe stata proprio buona. Per fortuna fu così e da allora quel piatto, che era già uno dei miei preferiti, è diventato anche un piatto che mi ha portato fortuna. Oddio, sicuramente Don Matteo l’avrei fatto comunque, ma quella cena aiutò ad iniziare un buon rapporto con quella persona eccezionale che è Terence Hill»

Le ricette di Nino Frassica

PASTA ALLA NORMA

Ingredienti per 4 persone: 400 grammi di spaghetti, 500 di melanzane, 800 di pomodori pelati, 200 di ricotta salata, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio, basilico, sale, pepe, olio di semi di arachidi per friggere.

Preparazione: lavate le melanzane, spuntatele, tagliatele a fettine di 4-5 millimetri di spessore e mettetele a strati in uno scolapasta cospargendo con sale ogni strato. Coprite con un piatto o con un peso sistemato sopra per eliminare l’acqua in eccesso e togliere il retrogusto amarognolo e lasciatele da parte per un paio di ore. Intanto prendete una padella antiaderente dai bordi alti, versate l’olio e fate rosolare i due spicchi di aglio fino a farli dorare, quindi unite i pomodori pelati, aggiustate di sale e pepe e lasciate cuocere per una mezzora finché non raggiungono il bollore. A cottura ultimata, spegnete il fuoco ed aggiungete qualche fogliolina di basilico per insaporire. A questo punto, riprendete le melanzane, sciacquatele sotto abbondante acqua per togliere il sale, e tamponatele con un panno pulito ben asciutto. Prendete un tegame dai bordi alti, riempite con l’olio di semi, portate alla temperatura di 170° e friggete poche fettine di melanzana alla volta in modo che la temperatura dell’olio non si abbassi. Quando le fettine di melanzane saranno dorate, scolatele con una schiumarola, lasciate asciugare l’olio in eccesso adagiandole su un vassoio coperto con carta assorbente e poi tagliatele a listarelle, tenendo da parte alcune fettine intere per la decorazione finale. Unite le melanzane al sugo di pomodoro preparato in precedenza (conservatene una parte che vi servirà per impiattare). Prendete quindi una pentola, riempitela d’acqua, salate, portate a bollore e versate gli spaghetti che scolerete al dente trasferendoli nella padella con il sugo di pomodoro e le melanzane. Fate saltare qualche minuto gli spaghetti per amalgamarli al sugo e impiattate. Su ogni piatto spolverate la ricotta salata grattugiata a scaglie, aggiungete qualche cucchiaio di salsa che avete messo da parte, qualche fettina di melanzana e qualche fogliolina di basilico.


PESCE SPADA AL POMODORO

Ingredienti per 4 persone: 4 fette spesse di pesce spada di circa 200 grammi ciascuna, 250 grammi di pomodorini pachino, 100 di olive verdi, 30 di capperi, 3 cucchiai d’olio extravergine di oliva, due spicchi d’aglio, un ciuffo di prezzemolo, un cucchiaio di origano, sale, peperoncino.

Procedimento: sciacquate e tagliate i pomodorini, sbucciate l’aglio e tagliatelo a fettine, tritate il prezzemolo, mescolandolo con l’origano, dissalate i capperi in una ciotola colma d’acqua. In una padella larga versate l’olio e adagiate le fette di pesce spada. Lasciatele cuocere per cinque minuti a fuoco medio da una parte, giratele e continuate la cottura aggiungendo sopra il condimento di aglio, pomodorini, olive e capperi e il peperoncino a piacere. Terminate la cottura a fuoco medio per altri 10 minuti circa. Prima di servire, cospargete i tranci di pesce spada con il trito di origano e prezzemolo, aggiustando di sale.


PASTA CON LE SARDE

Ingredienti per 4 persone: 400 grammi di bucatini, 500 di sarde, 400 di finocchietto selvatico, 30 di uva passa, 30 di pinoli, 40 di granella di mandorle, 30 di pangrattato, 6 cucchiai di olio extravergine di oliva, 4 acciughe, una cipolla, una bustina di zafferano in polvere, sale, pepe nero.

Preparazione: pulite le sarde, aprendole a libro e togliendo la testa e la lisca con la coda e tenetele da parte disponendole su un piatto. Continuate mettendo in ammollo per una decina di minuti l’uvetta, affettate la cipolla il più fine possibile e versate in una padella insieme a 5 cucchiai di olio e alle acciughe. Cuocete per una decina di minuti a fuoco dolce e mescolando spesso, così da far appassire il fondo senza bruciarlo e disciogliere le acciughe. Nel frattempo stemperate lo zafferano nell’acqua e versatelo in padella unendo anche le sarde, l’uvetta scolata, la granella di mandorle ed i pinoli; mescolate e proseguite la cottura, ancora a fiamma dolce, per altri dieci minuti. Mettete una pentola sul fuoco con abbondante acqua, lasciate che raggiunga il bollore e fatevi lessare il finocchietto. Quando pronto, scolatelo bene senza gettare via l’acqua, lasciatelo intiepidire per qualche istante in modo da non scottarvi, strizzatelo, compattatelo e tagliatelo al coltello, tagliando ad un paio di centimetri di distanza un taglio dall’altro, quindi unitelo in padella, aggiustate di sale e pepe e mescolate per amalgamare bene il tutto. Riportate a bollore l’acqua dove avete cotto il finocchietto e fatevi cuocere i bucatini. Nel frattempo tostate il pangrattato versandolo in una padella insieme a un cucchiaio di olio, mescolate spesso in modo da non bruciarlo e quando sarà ben dorato spegnete la fiamma. Scolate la pasta al dente versandola nel tegame per una breve spadellata aggiungendo il pangrattato e impiattate.

Le ricette di Nino Frassica