EUCO STRAORDINARIO: IL PRIMO PASSO PER UNA NUOVA IDENTITA’ EUROPEA?

DI DANIELA SANSONE

I 27 riuniti oggi a Bruxelles hanno dato il via libera definitivo alla procedura di divorzio della Gran Bretagna dalla UE. Il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, al suo arrivo al vertice straordinario, ha sottolineato che in questo momento è necessario “un mandato politico dei 27 forte ed equo pronto per le discussioni sulla Brexit” . E’ fuori da ogni dubbio che quella che si è aperta oggi costituisce una procedura straordinaria per l’UE, dal momento che uno delle maggiori nazioni sta ufficialmente formalizzando il suo abbandono dalla Casa Comune Europea. Ma la volontà dei 27 di mantenere salda l’unità europea ha rappresentato la costante di questo vertice in cui l’unico monito lanciato da ogni leader era quello di continuare a lavorare per la prosecuzione del progetto europeo, ad oggi fortemente minacciato da avanzate populiste. In questo contesto, anche François Hollande, al suo ultimo vertice europeo come Presidente della Repubblica francese, ha approfittato per sottolineare che anche nel suo paese il secondo turno delle presidenziali può essere assimilato ad una sorta di referendum pro o contro l’Europa ed ha invitato i francesi a pesare il voto che essi esprimeranno il 7 maggio. Anche il primo ministro greco, Alexis Tsipras ha sottolineato che l’affermazione di partiti come il Front National di Marine Le Pen è il sintomo che l’Europa dai cittadini non è sentita vicina ma è necessaria una profonda riflessione perché se la parola “prosperità” non viene messa al centro di tutti i ragionamenti e le azioni comuni europee non potrà esserci cambiamento. Il primo ministro Paolo Gentiloni ha sottolineato che questa uscita è una complicazione sia tecnica che economica perché porta a rivedere una serie di dossier fondamentali: scopo del governo italiano sarà quello di agire per tutelare gli interessi degli italiani ma anche la solidità dell’Unione. Le linee guida approvate oggi dai 27 rappresentano la base su cui si svilupperà in futuro la procedura di divorzio. Queste, nonostante l’approvazione all’unanimità avvenuta nel consiglio odierno, saranno minuziosamente esaminate dei singoli leaders i quali potranno esprimere i propri punti di vista a Michel Barnier, il capo negoziatore della Commissione Europea. Il collegio dei Commissari poi, nella giornata di Mercoledì, varerà la raccomandazione sulla direttiva tecnica per il negoziato, documento che sarà nuovamente sottoposto all’esame dei 27 capi di stato e di governo. La versione definitiva di questo documento sarà approvata il 22 maggio. Nonostante la volontà di marciare uniti e difendere il progetto, per l’Unione Europea si apre un periodo in cui sarà necessario modificare l’atteggiamento su alcune politiche fondamentali, senza mai dimenticare episodi determinanti del suo passato che hanno rappresentato la base su cui si è costruito l’abbandono di paesi come la Gran Bretagna o la paventata Grexit del luglio del 2015 e mantenere l’unità che si è dimostrata nella giornata odierna dal momento che tutti i passi futuri dovranno essere concertati unitamente e col consenso di tutti. Se la Brexit rappresenterà un nuovo punto di partenza, lo potremmo scoprire solo in futuro. Ma è chiaro che in questo quadro, già fortemente scosso e messo duramente alla prova, un ruolo fondamentale gioca anche il ruolo di alcuni stati sempre tentati dalla volontà di far prevalere il proprio egoismo nazionale a scapito dei valori e della identità europea.