FRANCO FRANCHI E CICCIO INGRASSIA, COPPIA COMICA SEMPLICE MA GENIALE

DI GIANCARLO GOVERNI

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Franco Franchi e Ciccio Ingrassia costituirono la più straordinaria coppia comica che sia mai apparsa nei palcoscenici italiani. E anche la più longeva perché, tra alti e bassi, abbandoni e riconciliazioni, è durata più di trenta anni.
Si erano conosciuti in mezzo alla strada, dove Franchi intratteneva i passanti con i suoi numeri irresistibili di mimica facciale e di gestualità scimmiesca. Ingrassia gli propose di montare dei numeri insieme e di fare coppia nei teatrini di Palermo, dove li vide Domenico Modugno che li volle con sé nel musical che Garinei e Giovannini allestirono nel 1961 per celebrare il Centenario dell’Unità d’Italia: Rinaldo in campo. Da quel momento Franco e Ciccio, come familiarmente venivano chiamati dal pubblico, furono catturati dal cinema ed interpretarono in meno di venti anni più di 120 film, quasi tutti parodie di film e di generi famosi. Erano film affrettati, girati in pochi giorni, per lo più ripetitivi. Ma le loro possibilità comiche, che si espressero meglio in televisione, erano immense.
Franchi e Ingrassia erano una coppia assortita, anche fisicamente, come Stanlio e Ollio. Ciccio magro allampanato, con il volto un po’ ieratico, quasi ingessato nei movimenti. Franco più piccolo, nervoso, dai movimenti marionettistici. Ciccio furbo e Franco ingenuo. Ciccio aguzzino e Franco vittima. Ciccio intelligente, ma non troppo, e Franco stupido. Le molle della loro comicità sono quelle, eterne, della comicità popolare, quella che esce dalle viscere e non dal cervello: fame e sesso ma anche il contrasto con la società organizzata e burocratizzata con le sue regole oscure e il suo linguaggio criptico.
Ma la comicità di Franco e Ciccio deriva anche dalla comicità circense, quella dei clown, dei pagliacci. Ciccio è il clown bianco e Franco è l’augusto, quello che prende le botte. Un bell’esempio di claunerie, di comicità da clown, ci viene da uno sketch che realizzarono insieme a Lino Banfi, che fu loro compagno di avanspettacolo per tanti anni. Uno sketch che la Rai ha dimenticato ma che dovrebbe essere mostrato come esempio di una comicità arcaica, semplice ma geniale.