REMOCONTRO. PIO LA TORRE, EREDITA’ CHE NON E’ STATA RACCOLTA

DI VINCENZO VASILE

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Pio La Torre, dirigente del Partito comunista in Sicilia, ucciso dalla mafia e da altri poteri politico-mafiosi 35 anni fa, assieme al suo compagno di partito Rosario Di Salvo.

Questa volta a differenza di altri precedenti anniversari dello stesso assassinio scarsamente ricordati e celebrati, c’è stata qualche occasione in più per rinnovare la memoria di Pio La Torre, il dirigente siciliano del Pci ucciso dalla mafia il 30 aprile di 35 anni fa. Vi sono state manifestazioni e convegni, la tv di Stato gli ha dedicato un documentario, seppur in un canale “di nicchia” come Rai storia.
Ometto, dunque, quest’anno un ragionamento sul come e sul perché Pio fu ucciso, e sul perché una volta colpiti e condannati esecutori e mandanti mafiosi non siano stati individuati altri mandanti e complici non mafiosi.
Quando al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa successivamente ucciso nella stessa sequenza di sangue cento giorni dopo l’assassinio del parlamentare comunista, fu chiesto perché avessero ucciso secondo lui La Torre, rispose con formidabile sintesi: “Per tutta la sua vita”.

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