A ROMA MUORE AMBULANTE DURANTE LA FUGA E CON LUI ANCHE UNA BUONA FETTA DI UMANITA’

DI GERARDO D’AMICO

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Sto pensando a gente che piange molto lontano, da qualche parte, in Senegal, hanno perso qualcuno che amavano, in un Paese a loro lontano. Gente che non potrá più contare su quei pochi euro che gli arrivavano dall’Italia, soldi che immagino messi da parte centesimo su centesimo, risparmiati in una vita fatta di stanze dormitorio, scatolette a pranzo e chissá la cena.
E lo so che una massa di gente che vende paccottiglia ad ogni angolo di strada è un problema per il decoro e l‘economia urbana, e lo so che questi disperati sono gli schiavi della criminalità, e lo so che rischiamo di ritrovarci l’estrema destra al governo, con la propaganda dei neri che ci rubano il lavoro, come se qualcuno di noi, nati in Italia, o in Francia o a Londra volessimo vendere borse taroccate o fare le pulizie in casa o il badante agli anziani o spaccarci la schiena a raccogliere fragole o pomodori per 10 euro al giorno, se va bene.
So tutto.
E penso a gente che piange lontano da qui, che ha perso qualcuno, in un Paese molto lontano. La vita, per troppa umanità, non solo non è bella. Non è giusta.