BAMBINI E DONNE SGOZZATE MENTRE SI DISCUTE IL DESTINO DI SIRIA ED IRAQ

DI LUCA SOLDI

 

 

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Continuano le crudeltà commesse negli scenari di guerra fra Iraq e Siria. E le bestialità peggiori continuano ad essere perpetrate nei confronti della popolazione civile.
Nelle ultime operazioni compiute dall’Isis, di nuovo i bambini, le donne, sono ridotti a vittime sacrificali.
Tutto per ritardare una sconfitta che pare inevitabile ma non vicina e per alimentare il clima di paura e quindi avere “collaborazione” dalle popolazioni della zona.
Precisamente nella notte fra lunedì e martedì sarebbe stato accertato che diverse donne e bambini sarebbero stati sgozzati mentre si trovavano in un campo di profughi siriani e iracheni posizionato sulla frontiera dei due Paesi.
A riferirlo Luca Magno, responsabile del progetto sanitario di Un Ponte Per (Upp), un’organizzazione non governativa italiana che opera nell’area dell’attacco.
Non ci sono ancora particolari ma la notizia sarebbe il triste corollario di altri tragici eventi nell’area.
Secondo le fonti della zona ci sarebbe stato anche un attentatore suicida che si sarebbe fatto saltare in aria al posto di blocco nella località di Rajm Sleibi, nei pressi del campo profughi di Al Hol. Non solo, i combattenti avrebbero attaccato i civili alloggiati nel campo, che raccoglie centinaia di persone. L’organizzazione International Rescue Committee ha detto che anche in questa occasione tra i morti ci sono diversi bambini e che migliaia di civili in fuga da Mosul, in Iraq, sono rifugiate nell’area. La località di Rajm Sleibi si trova lungo il fronte tra la provincia di Hassake, controllata dai curdi siriani, e territori più a sud nelle mani dell’Isis. Mentre sul territorio si commettono le peggiori nefandezze, sul fronte diplomatico, le potenze mondiali continuano a muoversi per disegnare i nuovi assetti.
Adesso gli Usa “sostengono” l’idea della Russia di creare delle ‘zone cuscinetto’ in Siria – aree a ‘tensione ridotta’ o de-escalation zones, ndr. Lo ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa con Erdogan affermando di averne discusso con Donald Trump nella telefonata di ieri.
Putin prevede che le zone vengano istituite al termine del vertice di Astana. Erdogan da parte sua ha dichiarato di aver discusso con Putin la creazione di una zona a tensione ridotta a Idlib. Così la Tass. Ma è certo che la guerra contro i terroristi continuerà nonostante la possibile creazione di zone cuscinetto in Siria. Non lo nasconde neppure Vladimir Putin: “Il monitoraggio della tregua in queste aree è una questione che verrà affrontata in negoziati separati”. Intanto proprio ad Astana, dove si svolgono gli incontri per una possibile soluzione, si registra un “serio progresso” almeno così ha dichiarato l’inviato speciale dell’Onu in Siria Staffan de Mistura.
Il diplomatico prende parte al vertice come osservatore, all’incontro con la delegazione dell’opposizione armata siriana e le consultazioni con la delegazione americana.