RETATE A MILANO, AMBULANTE MORTO A ROMA: UN CLIMA PESANTE CHE BISOGNA FERMARE

DI MARCO FURFARO
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Non è moralismo, retorica o demagogia. È che semplicemente non si può morire così. Non può morire un ambulante per un blitz della polizia municipale. E il tema non sono le cause, che vanno assolutamente accertate. Il tema è che in una città in cui la sporcizia copre le strade, non funziona un autobus, non si viaggia perché sono tutti in doppia fila, la criminalità la fa da padrone nel commercio e controlla ampi territori, il problema principale non può essere lo straniero ambulante.
Perché è chiaro che l’ambulante scappa e si porta via la propria roba. Perché ci campa, perché con quella sfama la famiglia. E se dobbiamo prendere qualcuno, forse sarebbe il caso di risalire alla fonte, a chi ci specula sopra, alla criminalità nostrana che gestisce il giro d’affari.
Invece no. Meglio le retate, la caccia all’ambulante. Perché almeno la gente vede quanto siamo attivi contro “l’invasione”, contro quelli che rubano il lavoro e fanno chiudere le nostre imprese. Non so se sia stato un incidente o meno, ma c’è un clima nel Paese che è insopportabile. La retata di ieri a Milano, il morto di Roma oggi. Fermiamoci, perché è già troppo tardi.