CADE LA CERTEZZA DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO

DI AGNESE TESTADIFERRO
Se ne va la paura del mantenimento in base “al tenore di vita matrimoniale”. Cambia il Diritto di Famiglia in fatto dei parametri, dopo decenni, per gli ex coniugi in merito all’assegno. Con questo cambio di rotta la Cassazione ha rivoluzionato quella che era l’essenza dell’assegno di mantenimento che fino a ieri era una certezza, tanto che nel pensiero comune si è sempre fatta strada l’idea e l’ambizione di fare il “divorzio del secolo”.
Ciò che cambia è appunto il parametro: quello “del tenore di vita matrimoniale” cede il passo a quello “della spettanza” basato sulla valutazione dell’indipendenza o dell’autosufficienza economica dell’ex coniuge che lo richiede.
La mentalità dovrà cambiare in fatto di matrimonio, e a metterlo nero su bianco è la Corte. Non è più “la sistemazione definitiva, ma un atto di libertà e autoresponsabilità”. Aspetto da non sottovalutare in quanto molti dopo un matrimonio non andato a buon fine temono proprio il peggio a causa del mantenimento. Ad esempio, i casi in cui gli uomini sono dovuti indietreggiare nel proprio stile di vita cadendo nel baratro e ritornando a vivere da figlio in casa dei genitori sono innumerevoli.
La sentenza depositata in data di ieri dalla Cassazione riguarda il divorzio tra Vittorio Grilli, ex ministro all’economia del governo Monti e l’ex moglie, imprenditrice americana. Alla donna è stato respinto il ricorso con il quale si richiedeva il canonico assegno.
Con la decisione della Cassazione si aggiunge un’altra data importante alla storia del divorzio: anno 1970 l’introduzione in Italia con la Legge 898 e nel 1972, esattamente in questo periodo di metà maggio, il referendum abrogativo. Referendum che invece ha mantenuto il conquistato divorzio in Italia.