ROMA SEMPRE PIU’ INVASA DAI RIFIUTI: LE ISTITUZIONI LITIGANO

DI UMBERTO SINISCALCHI

“Colpa della Raggi”. “No, di Zingaretti”. Scambio di lettere e di accuse televisive al vetriolo, ma intanto Roma vive la sua ennesima emergenza rifiuti. Cassonetti stracolmi, impianti scarsi e non in grado di coprire tutto lo smaltimento dei rifiuti prodotti nella Capitale.
Per la precisione, 2700 al giorno, 2200 trattate nei 4 inceneritori disponibili e 500 inviate al Nord, anche in Austria. Qui c’è un altro problema: l’inceneritore di Enzenrdorf, vicino Vienna, è in manutenzione e non si sa quando riprenderà a lavorare.
A Roma più di un milione e 600mila cittadini sono serviti ancora dal servizio cassonetti, poco controllati e smaltiti male. Solo il 42,9% della popolazione fa la raccolta differenziata, niente rispetto alla percentuali di altre città italiane e soprattutto del Nord Europa.
Intanto si continua a litigare. Il ministro dell’Ambiente, Galletti, invita il Comune di Roma a fare presto, Ama fa quello che può, anche in previsione della discesa a Roma, domenica prossima, della “magliette gialle”, guidate da Matteo Renzi in persona, armate di ramazze e sacconi. Si discute di nuovi impianti, non più di compostaggio ma di trattamento biologico dei rifiuti.
Da qualche parte, si vede un po’ di luce. Stamattina, Ostia è stata pulita da cima a fondo, spiagge comprese. E’ ormai una cosa contro il tempo: com l’aumentare del caldo, crescono inevitabilmente disagi, puzza e rischio malattie per i cittadini