IL VENEZUELA É IN PREDA ALLA GUERRA ECONOMICA

DI MANUELA PALERMI

La crisi venezuelana si fa ogni giorno più aspra. Da parte dell’opposizione (ma chiamiamola col vero nome: controrivoluzione) c’è un’offensiva brutale e violenta per il “cambio di regime” che Washington tenta da tempo senza successo. Il Venezuela è in preda alla guerra economica, ad un’offensiva diplomatica senza precedenti, ad un vero e proprio terrorismo mediatico, a vecchi e screditati personaggi della politica latinoamericana che chiedono la liberazione dei “prigionieri politici” e la fine della “dittatura” di Nicolas Maduro. Sono gli stessi che incendiano gli ospedali e gli edifici pubblici, che saccheggiano e ammazzano. Appaiono, grazie alla compiacenza dei media, come “combattenti per la libertà”. E invece sono delinquenti comuni pagati per creare il caos, perché – come diceva Marx – la popolazione, stanca di violenze e disordine, decida di accettare “un finale terribile a fronte di un terrore senza fine”.
Maduro è arrivato ad offrire una Costituente pur di evitare la guerra civile. Ma una soluzione pacifica non interessa coloro che, spinti e foraggiati da Washington, vogliono la caduta di Maduro. Nella testa hanno il modello libico: caos, terra bruciata, caduta del governo, linciaggio di Maduro e del chavismo. E magari un’invasione esterna chiamata “aiuti umanitari, La stessa cosa che s’è fatta con Gheddafi.