TRUMP E MELANIA, QUANDO LA MANO NON E' PIU' GALEOTTA

DI IMMACOLATA LEONE
Donald Trump, la moglie Melania, di nero vestita, la figlia Ivanka e il genero Jared, sono arrivati oggi pomeriggio, alle ore 18,30, con l’ Air Force One presidenziale, all’aeroporto di Fiumicino; ad omaggiarlo con la sua presenza c’era il ministro degli esteri Angelino Alfano.
Piu di 70 auto hanno formato il corteo presidenziale, corredato da guardie del corpo e forze dell’ordine, che hanno scortato il presidente e famiglia fino alla Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano, dove sono arrivati dopo un’ora.
A causa del passaggio del corteo, il traffico è andato in tilt e gli automobilisti sono rimasti bloccati e in coda.
Domani mattina, Trump incontrerà il Papa, a seguire il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, e il Segretario per i rapporti con gli Stati , l’arcivescovo Paul Richard Gallagher.
Per questo incontro importante la zona di sicurezza esterna al Vaticano sarà delimitata da via della Conciliazione, piazza Pio XII, largo degli Alicorni, via Paolo VI, largo e via di Porta Cavalleggeri, la galleria Pasa e i tratti iniziali di via Aurelia, via delle Fornaci e via della Stazione Vaticana
Melania intanto visiterà la Cappella Paolina e la Sala Regia.
Trump avrà un breve incontro , non ufficiale, da solo al Quirinale anche con il presidente Mattarella.
A Villa Taverna incontrerà brevemente anche Gentiloni, solo il tempo necessario per parlare del G7 di Taormina che comincerà venerdi.
Contemporaneamente Melania visiterà l’ospedale pediatrico Bambin Gesù, mentre Ivanka sarà alla Comunità di Sant’Egidio nella sede di Trastevere.
Nota di colore e di triste gossip , una scena ripresa dalle telecamere di tutto il mondo, una scena già vista in Israele, e oggi ripetuta: quando i due coniugi sono scesi dalle scalette dell’aereo, quella in cui il presidente-marito ha tentato di prendere la mano della moglie, come in una sorte di conforto o altro, e la signora con nonchalance, ma neanche tanto, l’ha evitata.
Dopo quanto avvenuto prima in Israele e oggi in Italia, a me viene da pensare, anche con una nota di tristezza, che errare è umano, perseverare è diabolico.