EVELINA NAZZARI PROTAGONISTA DI “24 ORE NELLA VITA DI UNA DONNA”. TEATRO D’AUTORE

DI ITALO MOSCATI

Non è la prima volta che i piccoli teatri romani reagiscono alla noia, alla ripetitivà e alla scarsa fantasia di tanto teatro superfluo di oggi. Accade al Teatro dei Documenti, inventato anni fa da Luciano Damiani. Rosario Tronnolone, regista attento ai grandi autori che si misurano con temi e personaggi profondi, interessanti, vivi, ha messo in scena una novella di Stefan Zweig intitolata “24 ore nella vita di una donna”, bella, attenta ai sentimenti nascosti, ai desideri, sul filo di un dramma che è denso di ironia elegante, discreta, pungente. Protagonista è Evelina Nazzari, figlia di Amedeo, divo famoso negli anni Trenta, rimasto a lungo sulla scena del cinema anche dopo. Evelina è nel ruolo di una donna non più giovaniissima che ritrova il gusto
dell’ l’amore per un ragazzo attratto dal gioco d’azzardo, l’attore Arcangelo Zagarria, Ed è un gioco d’azzardo il loro amore che scoppia. Mi fermo qui. Tronnolone è un regista sensibile e intelligente. Procede con uno stile sottile eppure forte neil’avvicinarsi e analizzare i segreti del rapporto dei due amanti. Lo spettacolo dura un’ora, scorre veloce e convincente. Merita gli applausi che il pubblico riserva a tutti i responsabili dello spettacolo, con le efficaci luci di Luisa Monnet.