#GIRO100. QUELLA VOLTA CHE A BORMIO… IL PUNTO DI VISTA DELLO SPEAKER DELL’ARRIVO,STEFANO BERTOLOTTI

DI AGNESE TESTADIFERRO

La voce ufficiale del Giro d’Italia che all’arrivo accoglie i corridori e con occhio attento osserva e commenta, incita e motiva, annuncia e proclama con voce piena di emozioni il vincitore. Gli ultimi sforzi sono sempre stati raccontati da lui in queste 21 tappe del Giro n.100. Lui è Stefano Bertolotti.
Come sono strutturate le sue emozioni avendo una parte importantissima nel momento più concitato di ogni tappa del Giro?
Ho la fortuna, e il privilegio, di avere forse quello che chiamo “il miglior ufficio del mondo”, tutti i giorni. La mattina sono al foglio firma con i corridori …ed è come se il corridore entrasse un po’ a casa mia (ride ndr) ad essere presentato. Il pomeriggio vivo l’arrivo, e le fasi finali, proprio sulla linea d’arrivo: la postazione più invidiata. Tutto ciò lo vivo con grande passione, perché prima di essere uno speaker sono anche un grande appassionato di ciclismo. Sono un pò di cose che mi fanno veramente una persona privilegiata.
Come si è abituato a dare carica ed emozioni a chi le sta intorno e a motivare anche chi sta faticando?
Debbo dire che da grande appassionato mi viene abbastanza naturale. Ogni tanto capita, ad esempio, che la sera in albergo qualcuno mi dica “Dai, prova a mimare, o rifare un arrivo!”, ma io non ci riesco. Questo per dire che quando sono lì all’arrivo, vedendo la corsa, mi lascio proprio trasportare senza pensarci ed alle volte mi stupisco anche di me stesso! È tutto molto spontaneo…
Vi è stata una tappa in cui ha trovato nella voce uno sfogo liberatorio perché stava vincendo qualcuno in particolare?
Beh sì, martedì (23 maggio, tappa n.16), nella vittoria di Vincenzo Nibali (Bahrian – Merida ndr). Una vittoria che tutti stavamo aspettando come la manna. Anche se comunque anche Mikel Landa (Team Sky ndr), che era con lui, stava facendo una gran corsa. Tra Landa e Nibali sarebbe stato difficile scegliere per chi tifare, però, logicamente, da italiano, quando Nibali gli ultimi metri ha superato Landa è stata proprio una liberazione perchè erano troppe tappe in cui mancava un podio di un italiano.
Qualche gaffe l’ha mai fatta?
Forse qualche errore confondendo alcuni corridori la mattina. Ma ci si fa quattro risata con i corridori e la cosa finisce lì! Soprattutto nelle giornate di pioggia che hanno su mantellina, calzamaglia, occhiali casco e praticamente non li riconosci per nulla. Però questi sono aspetti che si buttano sul ridere perché i ragazzi sanno che nessuno è un robot.
Qual è il compito più difficile per uno speaker (lei) che sta all’arrivo?
Commentare le volate non è facile, perché è sempre una giostra, una lotteria. Chiaro che se hai Greipel che ha la maglia di campione nazionale tedesco lo riconosci subito, però non sai mai cosa può succedere e non sai mai chi può uscire all’ultimo momento: con un colpo d’occhio devi riconoscere i corridori che stanno lottando per la vittoria. Quello è forse uno dei momenti più tesi di tutta la gara, anzi, sicuramente.
Difficile come quando, nella tappa 13, Gaviria con uno slalom da paura è arrivato primo a Tortona…
Beh (ride ndr) quella non è stata facile! Lui è uscito proprio all’ultimo momento, ma io ho cercato di tenerlo d’occhio perché immaginavo che fosse uno dei favoriti. Avevo visto che a 200 metri era 15esimo ma un occhio su di lui ce l’ho sempre buttato… e alla fine mi è proprio sbucato dal lato dove avevo la mia postazione. E quindi l’ho visto l’ho visto!
Aneddoti particolari?
Nelle tappe di montagna è anche bello vedere il modo come i corridori affrontano la tappa. Noi diciamo sempre che se ci sono i Dumoulin, se ci sono i Nibali, se ci sono i Quintana, è perché ci sono quelli che noi chiamiamo i Gregari. In quelle tappe, secondo me, i gregari sono quelli che fanno sempre più fatica di quelli che sono i capitani. Ad esempio a Bormio, che c’era un passaggio sull’arrivo, il gruppo dei ritardatari ha transitato la prima volta con una dozzina di minuti e nonostante questo vedi che i corridori sono consapevoli di quello che sta accadendo e passano comunque sotto l’arrivo con il sorriso sulle labbra. Qualcuno ha anche scherzato e alzato le braccia sotto il traguardo. E questo atteggiamento mette in evidenza anche il carattere e la grinta dei corridori che nonostante gli spettassero ancora 100km con due scalate allo Stelvio avevano voglia di scherzare al momento del passaggio sotto il traguardo. Questa secondo me è una delle cose belle, perché magari avevano lavorato tantissimo prima, avevano finito il loro lavoro e nonostante quello erano consapevoli che avrebbero tagliato il traguardo con 40 minuti di ritardo …ma comunque con il sorriso e la voglia di fare questo mestiere.
Per quali imprese questo Giro passerà alla storia?
Tante pagine scritte da consegnare alla storia. Tra le imprese ci sono, tra le altre, la prima tappa di Lukas Pöstlberger che l’ha vinta un po’ in modo rocambolesco, per la bella impresa di Nibali del 23 maggio, lo Stelvio, il Montirolo con il compagno di squadra di Scarponi (Sanchez ndr) che va a passare per primo alla salita dedicata proprio a Scarponi…

StefanoBertolotti1-Giro100