LA CGIL E LA RACCOLTA DI FIRME PER I REFERENDUM

DI CLAUDIA BALDINI
Bene , costituito il comitato del No. Sono preoccupata: il 9 luglio dobbiamo consegnare i quattro Cgil in cassazione. Siamo indietro.
Possiamo fare solo o la raccolta Cgil o la raccolta Costituzionale e Italicum. Ma anche la raccolta referendum va consegnata tra il 29 giugno e il 4 luglio. Siamo sempre le stesse persone 3-4. Possiamo fare i sabati mattina e pomeriggio. Qualche volta davanti alle coop anche la domenica. C’è penuria di certificatori e man mano che vanno al mare bisogna prenotarli. E spesso dobbiamo anche stare attenti noi, perché non hanno esperienza. E non si possono raccogliere insieme , ovviamente. Uno è banchetto Cgil , l’altro Anpi.
Mi chiedo se siamo un Paese normale.
Da un lato un Parlamento illegittimo, invece di farsi poco notare , è andato a colpi di fiducia e di maggioranze variegate a rivoluzionare la Costituzione e la legge elettorale, E producendone una peggio con più rischi di incostituzionalità.
Dall’altro, per l’occupazione pd nella Cgil, non abbiamo avuto un sindacato deciso nel portare avanti lotte con convinzione. Ha lasciato passare tutto. E’ salito in ritardo anche sul carro scuola.
E così ci ritroviamo a dover gestire una mole di lavoro inumano. E non è detto che riusciamo , ad esempio al sud, poco, sembra quasi che la Cgil lì freni. Mi dicono che non si vedono banchetti. In Emilia invece vanno bene e siamo partiti bene anche col referendum.
Il referendum costituzionale non avrebbe bisogno di firme. Ma si è deciso di promuoverlo , sia per dare forza al Comitato nazionale del NO, quando da settembre ci saranno i dibattiti, sia perché avere i banchetti stabilisce un contatto con i cittadini per spiegare e invitarli ad andare a votare. Uno sforzo in più .
Quanto sarebbe meno faticoso stare qui a gridare contro tutto ciò
che assomiglia ad un passo avanti reale

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