QUI LAZIO / ITE, MISSA EST: LAZIO QUINTA, CROTONE SALVO, EMPOLI IN B

DI UMBERTO SAMMARINI
E, siamo arrivati al capolinea di un campionato che, da sei anni, incuriosisce soltanto per sapere chi sarà la medaglia d’argento. Roma e Napoli, quando le cose vanno bene super gemellate, passando attraverso la ridente Liguria, si scannano per acchiappare un posto in Champions senza preliminari, praticamente lo scudetto dei poveri. Il ciuccio schianta la Samp, i lupetti tribolano contro un tignoso grifone poi, come da copione, vincono agguantando in extremis il secondo posto. Mestizia, è anche l’ultima semi apparizione del canuto Totti, colui che per amore ha dedicato tutta la vita ai colori giallorossi.
Da domani, simil Paperone, potrà fare il bagno nei miliardi accumulati con tanta dedizione. Qualcuno ha scritto:
-” La capitale ( calcistica ) oltre che sporca, è anche più povera ” Boh? A parte il “.
-Boh? ” ,
giuro, sulla testa di Renzi, che c’ho la pelle d’oca. Non ci dimentichiamo il povero Crotone, Palermo e Lazio tengono in mano il suo destino. Se i rosanero vincono, e i biancocelesti perdono, la matricola è salva, ne farà le spese l’Empoli. Adesso, sperare nella vittoria del Palermo, è come affermare che Trump non c’ha un riporto chilometrico. Dal canto suo, Inzaghino è stato chiaro:
-” Arrivare quinti, mi farebbe rodere il culo “.
L’equivalente di:
-” Non sperate che vi facciamo favori, siete pecore segnate “,
potrei obbiettare:
-” Bastava giocare contro un’Inter scalcinata, e tutti sti problemi non ci sarebbero stati “,
questo il fosco scenario degli ultimi posticipi, adrenalina alle stelle. Serata calda, stadio Ezio Scida di Crotone, spettatori sull’angosciato speranzoso, arbitra Rocchi, si inizia. Al 9°, cinguettante duetto Milinkovic-Savic – Immobile, Cordaz si aggroviglia e manda in angolo. Al 14° Rodhen scodella un cross basso e Nalini fa secco Strakosha, apperò, calabresi in vantaggio. Due minuti dopo Wallace, valutato venti milioni, salva su Falcinelli. Bastos asfalta Nalini e si becca il giallo, sul calcio di punizione, mentre la difesa laziale si dedica alla siesta post digestione, Falcinelli raddoppia con una gran capocciata. Giallo per l’esultanza, arbitro, minchia, un minimo di comprensione: Crotone 2 Lazio 0, palla al centro. Patric si becca una gomitata in piena area, Immobile tira il penalty e segna il ventitreesimo gol stagionale: Crotone 2 Lazio 1. Gli spettatori non hanno il coraggio di informarsi sul risultato di Palermo, il Crotone entra nel panico e la Lazio attacca. Al 42° Bastos, che forse ha in simpatia il Crotone, malmena ancora Nalini, recidivo, secondo giallo ed espulsione.
Dal replay il fallo non sembrava tanto assassino, ma va bene lo stesso. Tutti negli spogliatoi, con Nalini in preda a raptus agonistico che incoraggia i compagni, e gli spettatori che si sgrattuggiano furiosamente. Dovesse finire così, i calabresi sono salvi. Si riparte in contemporanea con la Favorita, Crecco e Tounkara si scaldano, gli spettatori consumano riti pagani. Nalini si conferma uomo dei gialli, grazie a lui se lo becca pure Murgia. E non solo uomo dei gialli, al 59° su sponda di Ferrari, buca ancora Strakosha segnando la sua personale doppietta: Crotone 3 Lazio 1, sperando che il Palermo non si abbiocchi.
Doppio cambio, fuori Biglia e Felippetto, dentro Crecco e Rossi, il povero Tounkara che si era spolmonato nel riscaldamento ci resta male. Forse verranno consumati sacrifici umani, il Palermo vince 2 a 1, i giochi sono fatti. Domani polemiche a non finire, i rosanero hanno fatto il loro dovere, i biancocelesti sono stati stranamente remissivi.
La verità è una, dopo la matematica certezza di un posto in Europa, e la scoppola nella finale di Tim Cup, dimostrando di non avere la mentalità della grande, da squadra rivelazione la Lazio si è dimostrata armata Brancaleone. Tanto di cappello al Crotone, con la tigna delle provinciali, non ha mai mollato, anche quando sembrava che i giochi fossero fatti. Con uno Scida in delirio, finisce questo sesto campionato all’insegna della Juve.
Ite, missa est.