TOTTI COME LA MADONNA DI MEDJUGORJE

DI UMBERTO SAMMARINI

Essendo discretamente anziano, ho una visione romantica della vita e dell’amore. Sono tutti buoni a perdere la testa per una miliardaria, grande gnocca, che ci mantiene a balocchi e profumi, il vero amore è perderla per una casalinga di Bordighera, sovrappeso, senza una lira e, magari, pure con le emorroidi. Nel dorato mondo pallonaro, dove i miliardi piovono a catinelle, si parla con molta facilità e commozione, di bandiere e grandi uomini.
Il tifoso è uno strano animale, magari non può pagare il gas, però è felice se il suo idolo si imberta cinque milioni l’anno e, con il groppo in gola, piange quando abbandona l’attività agonistica dopo aver accumulato un patrimonio. Oh, tutto questo solo per aver preso a calci un pallone, mica per aver scoperto il rimedio contro il cancro. Totti ha abbandonato il calcio giocato e la sua amata Roma, squadra a cui ha donato i migliori anni della sua vita.
A parte esti… un’altra considerazione mi viene spontanea:
-” Era ora, c’hai quaranta anni, da quattro estorci ingaggi miliardari per giocare spezzoni di partite, eri l’incubo degli allenatori, Pallotta starà facendo la ola “.
Stronzo, era l’ottavo re di Roma, non ha maitraditoicolorigiallorossi, una bandiera e un grande uomo, la capitale, oltre che sporca, saràanche più povera. Essendo un democratico      accettolostronzo, forselosonoveramentevisto che me lodicono in tanti. Parlo da laziale? Ma per favore, ho rischiatol’incolumitàfisica per aver scritto che Chinaglia si èsemprefattogliaffarisuoi, e che non consideroCragnotti il presidentissimo, vinceresettetrofei e poi rischiare di giocare con il Don Orione non ècerto il massimo della vita.
Torniamo al capitano, esordisce a diciassette anni sotto la guida    di ” magara ” Mazzone, uno che se non c’era bisognava inventarlo. Gioca con mezze seghe come Di Bartolomei, Conti e Falcao, uno squadrone. È un talento naturale che si affina ulteriormente a fianco di simili campioni, esplode calcisticamente. Lo squadrone finisce il suo ciclo, rimane solo Totti e nasce il fenomeno Madonna di Medjugorje. Sono quelle cose inspiegabili, tipo Gascoigne, che più cazzate faceva e più veniva osannato.
Il suo ingaggio aumenta a dismisura, fino a raggiungere i sei milioni, credo il più pagato in Italia in quel periodo. Ingaggio che ha mantenuto fino a poco tempo fa, questo ultimo anno con la pensione in vista, ha scippato intorno ai tre milioni. Ma, vuoi mettere, è rimasto fedele alla Roma. Certo, ha fatto sto sacrificio, è duro lavorare in miniera per quattro soldi. Premesso che, a mia memoria, nessuno squadrone italiano o estero è mai stato disposto a svenarsi per comperarlo, ammesso fosse avvenuto, io Totti, che avrei fatto? Sono di Roma, gioco nella Roma, guadagno sei milioni l’anno, sono l’ottavo re e faccio quello che mi pare, vado in un’altra squadra per guadagnare la stessa cifra e essere uno dei tanti? Mica so scemo.
Vincoqualcosa? Ma chi se ne frega, quandosmettocontano i soldi in banca, e qui non me schiodanessuno. I cronisti che frequentanoTrigoria, a parte la commozione da copione, sannobenissimo come stanno le cose. Totti ha massacrato Luis Enrique e fatto venire l’ulcera a Spalletti, fralui, la moglie, e i tifosi adoranti. Riva èstato la bandiera del Cagliari, ha semprerifiutatogliingaggimilionaridellesquadre del nord. Del Piero èstato la bandiera della Juve, società che non si èpiegata a ricatti.
Un’ultima cosa, la carriera di un mito deve essere immacolata, quarantotto espulsioni, simulazioni, calci, sputi, offese agli avversari, diciamo che non sono un buon viatico.
A quarant’anni un campione ha abbandonato l’attività agonistica, dai, facciamocene una ragione.