KATIA RICCIARELLI: HO SERVITO PASTA E FAGIOLI IN UNA CENA ELEGANTE

DI ANDREA FACE
Katia Ricciarelli, vero nome Catiuscia Maria Stella Ricciarelli, nasce a Rovigo il 18 gennaio 1946 in una famiglia poco agiata. La madre, abbandonata dal marito arruolatosi come volontario nella campagna nazifascista di invasione della Russia, è costretta a crescere da sola le tre figlie. Katia, ultimogenita, dimostra sin dall’adolescenza un forte interesse per il canto, svolgendo nel frattempo diversi lavori per sostenersi (tra cui l’operaia in una fabbrica di dischi). La madre, con grandi sacrifici economici, riesce a iscriverla al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Gli studi vengono messi a frutto quando, nel 1969, Katia debutta a Mantova con “La bohème” mentre l’anno successivo è al Regio di Parma con “Il trovatore”. Nel corso della sua carriera si esibisce nei migliori teatri del mondo spaziando tra le opere di Giacomo Puccini, Giuseppe Verdi, Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti. Sempre molto attiva, la cantante fonda nel 1991 l’Accademia Lirica Internazionale “Katia Ricciarelli” di cui è anche docente, e dal 1998 è direttrice artistica del Teatro Politeama Greco di Lecce. Nel 2005, all’attività teatrale, affianca la nuova carriera di attrice in quanto scelta dal regista Pupi Avati come protagonista del film “La seconda notte di nozze”, la cui interpretazione le vale il Nastro D’Argento. Da allora continua ad interpretare film e fiction. Impegnata anche nel sociale, Katia Ricciarelli è promotrice di molte attività benefiche (è madrina dell’Associazione Thalassemici).
L’INTERVISTA
«Che a me piaccia mangiare bene non l’ho mai negato. E devo dire che mi piace anche cucinare, per cui non c’è pericolo che, per pigrizia, non mi metta davanti ai fornelli a preparare pietanze gustose. Come la pasta e fagioli, che adoro. Una volta esisteva il classico piatto della domenica che era il ragù, o le lasagne, o i tortellini, insomma, pietanze elaborate, mentre le minestre erano destinate ai giorni lavorativi. Per me non è così. Una bella pasta e fagioli va bene in qualunque giorno della settimana e in qualunque occasione. Anche una cena galante».
Davvero pensa che vada bene per una cena galante?
«Non è che lo penso. Io l’ho fatta. E’ stato qualche tempo fa, e naturalmente non le dirò chi fosse il mio ospite, ma avevo organizzato una cena a casa mia. Ovviamente cucinavo io, e poiché mi sentivo in vena, decisi di preparare proprio la pasta e fagioli. Poi, per rendere più nobile il tutto, ho messo a tavola una bottiglia di champagne dei migliori. Volevo mettere insieme il lato popolare, perché io sono innamorata delle mie origini, e il tocco di classe, perché girando per il mondo ho imparato tanto. E le assicuro che fu un’ottima scelta, la cena riuscì benissimo».
Ma a lei, signora Ricciarelli, il piatto della domenica tipo il ragù, non piace per niente?
«Sì che mi piace. Io amo i primi piatti. E a proposito di ragù ne ricordo uno che ho mangiato non appena ho finito di girare il primo film con Pupi Avati, “La seconda notte di nozze”. In quel caso interpretavo una poveraccia e dovevamo girare una scena in cui mangiavamo pasta al ragù. Si trattava di un ragù molto rustico, fatto con le salsicce tagliate a pezzi, che poi venivano messe nel piatto con la pasta».
Quindi era saporito.
«Forse, ma noi attori non avevamo la possibilità di capirlo. Con le varie interruzioni che c’erano mentre si girava la scena, si mangiava a spizzichi e bocconi. Inoltre non è che il pranzo veniva preparato come in un buon ristorante, quindi eravamo anche un po’ disgustati dalle pentole così rozze, che sembravano sporche. Insomma non era per niente appetibile. L’idea del ragù con quella ricetta, però, mi era piaciuta, per cui, terminate le riprese e tornata a Verona, prima di tutto sono andata in un ristorante che si trova sotto casa mia e ho spiegato come volevo quel sugo, poi sono salita, ho disfatto le valigie, ho sistemato un po’ di cose, sono tornata al ristorante e ho mangiato un piattone di pasta con il sugo e la salsiccia come l’avevo sognato in tutto il periodo delle riprese».
Un altro primo tra i suo preferiti?
«Gli gnocchi di patate come li fanno dalle mie parti. Io sono di Rovigo e quando ho un po’ di tempo vado a mangiarli ai piedi del Po, a Polesella, in provincia di Rovigo, appunto. Lì c’è una trattoria, proprio da camionisti. Quando arrivo, non ho bisogno neanche di ordinare, mi preparano gli gnocchi in tutti i modi: con cannella e burro fuso, con ragù, con pomodori. E ne mangio in quantità. Però succede una volta all’anno».
Ma lei non sa cucinarli?
“Sì, sì, li faccio, ma vado lì perché mi ricorda l’infanzia. E’ un tuffo nel passato. Ora è diventata una delle mie specialità che propongo un po’ a tutti. Ne faccio di due, tre tipi: con la cannella, con il pomodoro, o con il gorgonzola. Per me, però, la cannella, essendo una cosa che mi ricorda l’infanzia, è irresistibile. Tanto che qualche volta mi ha spinto a fare anche qualche gesto maleducato».
Ovvero?
«Una volta che ho interpretato Liù della “Turandot” di Giacomo Puccini. Alla prima, al Teatro alla Scala di Milano c’era il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Terminata la rappresentazione siamo andati al ristorante per una cena di gala ed eravamo seduti accanto. Alla fine della cena il Presidente mangiava un dolce con la cannella ed io, sentendo il profumo, non ho saputo resistere e sono andata a “rubare” nel suo piatto. Poi mi sono sentita imbarazzata, ma il grande Pertini si è messo a ridere dicendo: “Non si preoccupi, la mia Liù può fare tutto”, annullando così la mia figuraccia».
LE RICETTE
PASTA E FAGIOLI

Ingredienti per quattro persone: 200 grammi di pasta formato ditalini; 350 grammi di fagioli borlotti precotti; 50 grammi di pancetta; mezza cipolla; una costa di sedano; 2 pomodori; mezzo bicchiere di vino bianco secco; un rametto di rosmarino; un pizzico di sale e un po’ di pepe nero; tre cucchiai di olio extravergine di oliva; un litro di brodo vegetale.

Per il brodo: una carota; una patata; una cipolla; qualche foglia di prezzemolo; una costa di sedano; un pizzico di sale; un litro di acqua.

Preparazione: prima di tutto lessate i fagioli, poi preparate il brodo vegetale: dopo aver pulito tutte le verdure disponetele in una pentola capiente e lasciatele cuocere per circa trenta minuti in acqua salata, quindi con l’aiuto di un colino filtrate il brodo e lasciatelo da parte. A questo punto potete dedicarvi al vostro piatto iniziando dalla preparazione di tutti gli ingredienti necessari. Sbucciate e tagliate a rondelle la cipolla, lavate con cura il sedano e tritatelo finemente; sciacquate i pomodori e affettateli riducendoli a listarelle, lavate e sfogliate il rosmarino e infine tagliate la pancetta a cubetti. Quindi, in una casseruola, fate scaldare l’olio di oliva, aggiungete, poi, sedano, cipolla e pancetta e fate rosolare il tutto per qualche minuto fino a quando la pancetta non apparirà croccante. Irrorate il vostro soffritto con il vino bianco, lasciatelo evaporare e unite sia i pomodori che i fagioli. Mescolate bene e versate nel tegame la pasta ricoprendo il tutto con il brodo vegetale. Portate la pasta e fagioli ad ebollizione e a cottura ultimata fatela insaporire aggiungendo il rosmarino, il sale e il pepe nero.

SPAGHETTI AL RAGÙ DI SALSICCIA

Ingredienti per quattro persone: 350 grammi di pasta formato spaghetti; 350 grammi di salsicce; 300 grammi di salsa di pomodoro; una costa di sedano; una carota; mezza cipolla; mezzo bicchiere di vino bianco secco; un pizzico di sale.

Preparazione: private le salcicce del loro budello e tagliatele grossolanamente a pezzi, disponetele in un tegame antiaderente e lasciatele rosolare per qualche minuto; irroratele poi con il vino bianco e attendete che quest’ultimo evapori completamente. Nel frattempo lavate la cipolla, privatela della buccia e tritatela finemente, ripetete l’operazione con la carota e il sedano, quindi unite il tutto alle salsicce e mescolate con cura. A questo punto unite la salsa di pomodoro nel tegame, aggiustate di sale e lasciate cuocere il vostro ragù, coperto, per circa venti minuti. Nel frattempo, in una pentola piena di acqua salata bollente fate cuocere gli spaghetti e scolateli bene al dente. Infine fate insaporire la pasta nel condimento e servite in tavola questa bontà ancora fumante.

GNOCCHI DI PATATE ALLA CANNELLA

Ingredienti per quattro persone: 500 grammi di patate; 200 grammi di farina tipo 00; 40 grammi di parmigiano grattugiato e 40 grammi di parmigiano a scaglie; un pizzico di noce moscata; un po’ di sale; un’abbondante manciata di cannella; 50 grammi di burro.

Preparazione: lavate con cura le patate e fatele bollire, con tutta la loro buccia, per circa trenta minuti in una pentola piena di acqua salata. Una volta trascorso il tempo di cottura private le patate della loro buccia, schiacciatele con l’aiuto di uno schiacciapatate e disponetele in un contenitore capiente. Aggiungete l’uovo, il parmigiano grattugiato, la farina, un pizzico di sale, la noce moscata e mescolate il tutto con le mani fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido. Disponete il vostro impasto su una spianatoia infarinata e dividetelo in tanti filoni, tagliate questi a dadini e schiacciateli con una forchetta praticando così le caratteristiche rigature degli gnocchi; lasciateli riposare per circa dieci minuti, poi fateli cuocere in una pentola abbastanza grande con l’acqua salata e scolateli man mano che salgono a galla. Nel frattempo preparate il condimento facendo sciogliere il burro, aromatizzato con la cannella, in una pentola. Infine amalgamate gli gnocchi con il condimento, disponeteli in un piatto da portata e serviteli in tavola ben caldi e guarniti con le scaglie di parmigiano.