DA CHE PARTE STARA' L'ITALIA NEL CONFLITTO TRA I PAESI ARABI?

DI ALBERTO TAROZZI
La notizia del giorno è che nei paesi arabi, da oggi, niente è più come prima.
Se fino a ieri pochi distinguevano la rete televisiva del Qatar (al Jazeera) da quella degli Emirati arabi (al Arabiya), da oggi sappiamo che la prima è oscurata in nazioni come l’Arabia Saudita, perché accusata di fare da cassa di risonanza al terrorismo. Ma chi l’accusa è innocente? si sprecano i detti famosi: il bue dice cornuto all’asino; il più pulito ci ha la rogna; da che pulpito viene la predica.
La sensazione è che  su ogni altra considerazione prevalga una logica di realpolitik amico/nemico a ridurre la complessità: o con noi o contro di noi. Idealpolitik a rotoli: reperire valori condivisibili per l’occidente, che ispirino gli uni invece degli altri è impresa ardua. Gli affari sono affari e dunque vediamo a chi conviene stare con chi e perché sia in atto una spinta a mettere in moto un conflitto che, se da una parte vede col Qatar l’Iran, all’allargarsi dell’orizzonte non si capisce bene chi stia con chi e perché.
La Russia starà col Qatar perché più vicino all’Iran o contro il Qatar perché in Libia è alleato di Tripoli?
E gli Usa che fanno proclami contro l’Iran, sono loro che hanno spinto l’Arabia alla rottura o hanno fatto il proclama perché spinti dagli arabi? E gli inglesi li seguiranno?
E Al Qaeda, da sempre concorrente dell’Isis, si metterà con i nemici di oggi dell’Isis (gli arabi) o sceglierà di stare col Qatar che sembra maggiormente propenso a rifornire gli integralisti di ogni bandiera?
E in Siria e in Iraq? Anche qui è scontato che gli integralisti abbiano l’appoggio del Qatar e i governi lo vivano come un pericolo? Probabile ma non scontato.
E Israele? Dopo i fatti di Londra sa che il consenso di cui necessita, in caso di guerra all’Iran, calerebbe senza un no al terrorismo urlato a squarciagola: non nutrirà il timore che in tal modo gli integralisti smettano di riservarle quel trattamento di favore che finora ha pure sollevato alcuni dubbi?
E il governo egiziano, forte del suo odio per i Fratelli musulmani, fino a che punto militare spingerà l’acceleratore di una poco gioiosa macchina da guerra?
E i Palestinesi si sentiranno abbandonati o scometteranno sui qatarini, amici di Hamas?
Puzzle gigantesco che dovremo risolvere dal momento che anche noi dovessimo decidere da che parte stare, in un conflitto più o meno armato. Prima di tutto la realpolitik non essendoci nessuna umanità da difendere: il Qatar investe in Italia, ha migliori rapporti con l’Iran, luogo di business per noi, inoltre a dirla tutta, i suoi amici dell’Isis finora mica ci hanno trattato male, quindi, viva il Qatar? Ma siamo proprio sicuri che sia l’alleanza vincente? che in tal modo non ci inimichiamo tanto gli Usa in Medio oriente quanto la Russia in Libia? Va bene che la Nato araba, appena concepita da Trump, si sta già sciogliendo, ma staccarsi pure dalla Nato vecchio stile non sarebbe un po’ troppo?
Non basta fidarsi degli amici, grazie ai quali acquisisci altri amici, se poi gli amici dei tuoi amici si alleano coll’orso rosso che a volte è tuo nemico.
Sfoglia la margherita Angelino Alfano, confidando come noi  che l’immane conflitto non abbia inizio, infiltrandosi coi piedi in due differenti staffe.