MOHAMMAD E FEDERICO: I DUE RAGAZZI CHE HANNO SALVATO IL PICCOLO KELVIN DALL'INFERNO DELLA PIAZZA DI TORINO

DI LUCA MANINETTI
Durante il match di Champions League, Juventus-Real Madrid, poco dopo l’1-3 madridista, la folla presente in piazza San Carlo udì un forte frastuono: si pensava fosse una bomba e che l’Isis fosse presente alla partita per colpire, invece fu un solo semplice forte petardo, che causò un grande spavento e caos tra le persone.
Immediatamente si scatenò il panico, qualcuno che fuggiva da una parte e qualcun altro dall’altra, decine di vetrine furono frantumate, la ringhiera di una scala d’accesso al parcheggio sotterraneo della piazza cedette, travolgendo qualche fuggitivo.
Nella ressa molte persone furono travolte e quasi schiacciate, come una mandria inferocita che fuggiva da un leone. Vetri per terra, che causarono ferite piuttosto gravi alle persone: da alcuni tavolini di un bar grondavano sul pavimento gocce di sangue.
Ed è in mezzo a tutto questo trambusto, che avvenne l’eroica vicenda di due ragazzi, Mohammad Guyele e Federico Rappazzo, che salvarono un piccolo bambino cinese di sette anni.
Il bambino si trovava proprio in mezzo alla piazza, ingrovigliato da centinaia di gambe e corpi. Il bodyguard ventenne lo prese con sé, pur conoscendo il pericolo che andava a correre in mezzo a tutto quel caos, portandolo in una zona più sicura, in uno dei lati della piazza.
E qui intervenne anche Federico, che si avvicinò per sincerarsi delle condizioni del piccolo e vedendo che respirava ancora, lo abbracciò, come per proteggerlo dal piazzale impazzito, mentre Mohammad cercò disperatamente qualcuno che lo aiutasse, chiamando subito l’ambulanza.
Dopo quasi un’ora il bambino , aiutato dai due ragazzi, giunse all’ospedale di Regina Margherita, dove lo accolsero gli infermieri e medici. Successivamente anche i genitori e la sorella del bambino arrivarono in ospedale.
Il piccolo ha subito un trauma toracico e cranico, ma per fortuna le sue condizioni sono stabili e non è in pericolo di vita.
Ieri mattina, Mohammad volle verificare di persona lo stato di Kelvin. ” Sono contento di sapere che stia meglio. Se non l’avessi aiutato, avrebbe rischiato la vita ” – gli fa eco Federico: ” L’unica cosa importante da fare, era portarlo in ospedale, stava piangendo per il forte dolore, ma respirava ancora “. A breve i due ragazzi andranno insieme nella camera dove il piccolo ricoverato si sta riprendendo, accompagnati dagli amici, genitori e compagni di scuola.
Mohammad e Federico credono di non aver fatto molto, al contrario hanno salvato la vita ad una persona e a volte basta un piccolo gesto.