DOPO LE ROTTURE CON IL QATAR ESISTE UNA PARTE IN CUI CIASCUNO DI NOI PUO' STARE?

DI MARIO TEDESCHINI LALLI
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Arabia Saudita, Egitto e resto degli emirati del Golfo contro il Qatar. Rottura delle relazioni diplomatiche, interruzione di ogni rapporto commerciale, blocco delle frontiere e dei trasporti… nella vecchia grammatica Internazionale questo preludeva alla mobilitazione generale e alla guerra aperta. .
Il viaggio di Trump sembra aver data il via libera a una guerra regionale in piena regola, con lo Yemen e gli yemeniti come pretesto.
Le logiche politico religiose c’entrano fino a un certo punto, il Qatar è accusato di aiutare i Fratelli musulmani, ma anche gli sciiti e l’Iran, e anche ISIS e al Qaeda — ma sciiti e iraniani combattono con gli americani contro l’ISIS in Iraq e hanno combattuto contro al Qaeda in altri scacchieri. In Siria, però, stanno con Assad….
Bella prova presidente e bella prova di tutti quelli che in questi anni hanno irriso al multilateralismo: eccoci serviti con una bella crisi classica da “equilibrio di potenze”. E ciascuno di noi da che parte sta? C’è “una parte” dove stare?