CI RISIAMO: BIMBA DI 16 MESI MUORE DIMENTICATA IN AUTO DALLA MADRE

DI CARLO PATRIGNANI

Ci risiamo. Una bimba di 16 mesi, Tatiana, muore, molto probabilmente per asfissia, nell’auto, una Y10, dove la madre l’ha dimenticata, invece di portarla, come ogni mattina, all’asilo. Così la piccola trascorre ben sei ore chiusa nell’abitacolo dell’auto al sole, in un giorno in cui la temperatura esterna arriva a 30 gradi e che rapidamente all’interno sale a 54 gradi: una temperatura insopportabile anche per un adulto.
Ed e’ stata proprio la madre, la 39enne segretaria comunale a Castelfranco di Sopra, provincia di Arezzo, a fare la macabra scoperta, al ritorno, dopo le ore, dalle 8 alle 14, passate in ufficio. E’ accaduto di nuovo, un incubo che si ripete: una bimba dimenticata nell’auto lasciata parcheggiata da un genitore, è morta.
Tutti inutili i tentativi di rianimare la piccola. Credevo di averla portata all’asilo, avrebbe confessato la madre sotto shock che soltanto qualche giorno su Facebook aveva postato Maternità e lavoro: perché le donne non ce la fanno più.
Un improvviso blackout da stress e stanchezza? Mancanza di sonno? Troppo poco. Come troppo banali certi accorgimenti: mettere il portafoglio o le chiavi di casa sotto il seggiolino del bimbo, al pari di nuovi dispositivi: le app che grazie a un algoritmo danno la sicurezza di aver consegnato il bambino, o il baby car alert, che avverte con segnali sonori quando si spegne il motore dell’auto ma il bimbo è ancora sul seggiolino, resta la drammatica questione di fondo: cos’è che provoca queste improvvise, violente, letali amnesie o dimenticanze che dir si voglia?
Un caso analogo successe un anno fa e lo psichiatra e psicoterapeuta Carlo Anzilotti qui, su alganews denunciò la grande assenza della psichiatria e chiarissimamente espose la sua opinione: Non si tratta di un vuoto di memoria che può capitare spesso quando ci si dimentica qualcosa, come l’ombrello o le chiavi di casa, un qualsiasi oggetto: quando però a essere dimenticato è un altro essere umano, soprattutto un bambino che necessita di amore, calore, attenzione e accudimento, si deve parlare di pulsione d’annullamento per cui si cancella tutto, la persona e il rapporto avuto con essa, e di questo rapporto non resta traccia alcuna, e  precisò: mi riferisco alla pulsione d’annullamento scoperta dallo psichiatra Massimo Fagioli, nota ormai da quarant’anni.