IL QATAR RIFIUTA L’ULTIMATUM CAPESTRO DEI SAUDITI; SARA’ GUERRA? PRIME VITTIME I CAMMELLI

DI ALBERTO TAROZZI
Prossimo un embargo dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati, Egitto compreso, al Qatar. Il governo di Doha ha respinto al mittente le richieste ultimative di Ryad.
Col pretesto di chiedere al Qatar una presa di distanze dal terrorismo i sauditi infatti avevano articolato l’ultimatum in 13 punti che andavano ben oltre i termini realistici auspicati perfino dalla Cia. Oltre alla sospensione dei finanziamenti ai gruppi terroristici, una colpa per la quale i sauditi dovrebbero pur fare qualche autocritica, l’elenco delle richieste spazia a 360 gradi: limitazione dele relazioni con Teheran (il vero obiettivo), ulteriore rottura con l’amico di ieri (la Turchia) con la chiusura di una base turca in Qatar, con la conseguente fine della cooperazione militare con Ankara; ma soprattutto la chiusura dell’emittente Al Jazeera, vero punto di forza della politica qatarina, tutta concentrata nella direzione mediatica.
Un no secco, quello odierno, contenuto nella risposta di Saif bin Ahmed Al-Thani, capo dell’ufficio stampa del governo di Doha.
Erdogan sostiene subito i qatarini.
Pare fallita la mediazione del Kuwait, al cui emiro Sheikh Sabah Al Ahmad Al-Jaber Al Sabah l’alleanza dei paesi arabi aveva dato mandato di sondare se ci fosse spazio per una trattativa.
Un nuovo capitolo nelle mille e una guerra d’oriente, in buona parte scatenatesi dopo le maledette primavere arabe? Certo alle 4 guerre degli Usa, puntualmente citate dal sempre affidabile Alberto Negri, che riguardano Isis, Siria, Iran e sullo sfondo la Russia, altre se ne devono aggiungere anche se in esse l’Occidente non appare in prima linea: Yemen, Egitto vs Fratelli musulmani, il sempre tragico conflitto israeliano palestinese, la questione turco-curda, il fuoco sotto la cenere in Libano, per non parlare della macelleria libica, un po’ meno orientale, quanto meno a rigor di bussola.
Sugli schieramenti, le rispettive ideologie e le opzioni geopolitiche c’è l’imbarazzo della scelta. Integralismi, nazionalismi, questioni geopolitiche, interessi economico petroliferi, spaccature interne all’Islam, terrorismo: scusate se ci siamo dimenticati qualcosa.
Ultimamente anche il mondo animale ne è rimasto coinvolto. Dapprima i falchi: come notato da Ennio Remondino finanziamenti di un miliardo di dollari che, secondo gli Emirati Arabi, sarebbero stati pagati a maggio da Doha a gruppi jihadisti in Siria, affiliati di Al-Qaeda, per liberare 26 falconieri, tra i quali anche membri della famiglia reale, rapiti nel dicembre 2015 in Iraq.
Prime vittime del conflitto nascente, invece, i cammelli: migliaia di cammelli di proprietà di cittadini del Qatar sono stati espulsi dai territori dell’Arabia Saudita dove erano tenuti. Molti di loro si sono persi, alcuni sono morti e altri sono rimasti feriti. Lo riferisce Al Jazeera, anch’essa sotto il tiro dei sauditi. Minacciata la produzione di latte e di carne del paese, fin qui garantita dalle concessioni fatte da Ryad agli allevatori di accedere ai propri territori. Secondo Al Jazeera, sarebbero 9000 i cammelli espulsi dal territorio saudita in meno di due giorni. La stima è che altre decine di migliaia possano subire la stessa sorte.
Saranno i cammelli la scintilla del conflitto prossimo venturo?