QUELLI CHE TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO

DI GABRIELE BOJANO
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Sognano il colpo di fulmine e prendono il colpo di calore.
Scrivono su Facebook: «Stiamo partendo per Formentera» e quando tornano la casa è svaligiata da cima a fondo.
Scrivono su Facebook: «Quest’anno vacanza esotica: venerdì si parte destinazione Honolulu». E poi da venerdì si chiudono tappati in casa con la famiglia proprio come Diego Abatantuono nel film «Mari del Sud».
Mettono l’abbronzante protezione 50 e si beccano la scottatura 100.
Partono alle 5 del mattino per fare le vacanze intelligenti e alle 7 già si trovano in un ingorgo cretino.
Dicono che devono fare il bagno e che non vogliono mangiare niente e poi finiscono col rubare di nascosto le merendine ai figli.
Guardano sbavando la vicina d’ombrellone con un microbikini come se le facessero una radiografia con mezzo di contrasto e quando la moglie extralarge se ne accorge balbettano impunemente: hai visto? Quella signora ha un costume uguale al tuo.
Pagano la caparra per la casa al mare e quando arrivano sul posto contattato via internet non trovano né la casa né il mare.
Quest’anno non mi scotto, mi sono cautelato. E poi si ritrovano con le chiazze rosse e brucianti sul collo dei piedi.
Fanno i balli di gruppo da soli.
Si fotografano i piedi davanti al mare e poi postano la foto su Facebook nel gruppo dei piedofili.
Prenotano un ristorantino a lume di candela ma, dopo aver cenato, si rendono conto, a lume di naso, di essere stati fregati.
Vivono su e scendono giù perché i ragazzi hanno bisogno del mare.
Vivono giù e salgono su perché i ragazzi si sono stufati del mare.
Vogliono fare la vacanza estrema e poi il massimo del rischio è leggere un libro d’avventura su una sdraio sdrucita e un po’ barcollante.
Dicono «la mia signora».
Fanno cinquanta chilometri tappati in macchina, tra i gas di scarico dell’autostrada, per trovare il mare incontaminato e la natura selvaggia.
Sono in crisi di astinenza da Facebook e chiedono l’amicizia alla cameriera d’albergo.
Ordinano uno spaghetto e poi si incavolano se il cameriere porta uno spaghetto.
Lasciano a casa l’ombrello perché a ferragosto, sicuro, non piove mai e poi sotto il diluvio universale sono costretti a coprirsi la testa con la busta di plastica per giunta biodegradabile.
Bevono birra alla spina, si lavano con sapone alla spina, fanno le pulizie con detersivo alla spina e poi piagnucolano se una spina si conficca nel piede.