L’ITALIA NON PUO’ DIVENTARE IL BRACCIO ARMATO DELL’EUROPA CONTRO I MIGRANTI

DI MANUELA PALERMI

Neanche come “minaccia” si può pensare di sbattere la porta in faccia agli ultimi della terra. Neanche per fare la “voce grossa” con la Ue si può dimenticare che I profughi fuggono dalle guerre fatte contro di loro dall’Occidente: Afghanistan, Irak, Siria, Libia e via dicendo. Neanche nella perdita della memoria e dell’umanità si può pensare di scatenare una crisi umanitaria di proporzioni devastanti e imprevedibili sia per quelli che ne restassero vittime sia per coloro che se ne rendessero responsabili.
Detto questo, considero la Ue impresentabile. Un’istituzione egoista e crudele, puramente fondata sugli interessi del capitale, del tutto indifferente ai destini dei popoli. A quelli, come a noi, della periferia mediterranea, impone austerità, disoccupazione, privatizzazione del welfare, povertà. A quelli dell’Africa e del Medio Oriente a cui rapina da sempre risorse, a cominciare da quell’oro nero che si chiama petrolio. Mai abbastanza presto ci libereremo di questo sistema violentemente capitalistico.
Sui profughi si sta comportando con l’Italia come se fosse la Turchia. Lì, tenendo il portafogli aperto, ha voluto barriere, muri, fili spinati. Qui vuole i porti chiusi. Che importa se in Turchia non ci sono diritti umani ma solo violenza e sopraffazione. Che importa se nel tentativo di entrare in Europa muoiono quotidianamente migliaia e migliaia di esseri umani. Noi non siamo la Turchia. E non s’azzardino Minniti e compagnia bella a farci vergognare di noi stessi. Non vogliamo diventare il braccio armato della Ue contro i migranti. Faccia quel che deve, la Ue: corridoi umanitari, flussi, redistribuzione nei paesi europei. I muri di acqua e di terra, la retorica dell’invasione, la contrapposizione tra poveri italiani e poveri sfollati finirà per portarci in un vicolo cieco facendo nascere mostri.

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