REMOCONTRO. “OPERAZIONE DECAPITAZIONE”, TESTA A RISCHIO QUELLA DEL KIM NORD COREANO

DI ENNIO REMONDINO

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Esisterebbe un piano uccidere, il tiranno nord coreano. Un piano Cia simile a quello che portò alla fine di Osama bin Laden. Lo afferma audacemente il Corriere della Sera.

E adesso Kim Jong-un si muoverebbe prima dell’alba, cambierebbe spesso auto con quella dei subordinati e si mostra di meno. C’è anche una nuova ricostruzione della morte del fratellastro

‘Giochi delle spie’, li chiama il Corriere della Sera che titola informandoci su «Operazione decapitazione», piano spionistico operativo per far fuori Kim Jongh-un, il giovane e testardo dittatore nord coreano, che la testa sulla spalle non l’ha mai avuta molto stabile.
Ne scrivono Guido Olimpio, da Washington, e Guido Santevecchi, da Pechino. Fonti ipersegrete loro, e noi doverosamente ma con prudenza riferiamo.

«Operazione decapitazione»
Un’azione clandestina di assaltatori americani e sudcoreani con l’obiettivo di eliminare la catena di comando di Pyongyang partendo dai vertici. In caso di guerra imminente, ci dicono, ma forse anche per evitarla. Seul avrebbe costituito una unità di élite del suo esercito che si sta addestrando per infiltrarsi a Nord del 38° parallelo. Mentre il Pentagono ha recentemente imbarcato sulla portaerei Carl Vinson che ora naviga di fronte alla penisola coreana, i Navy Seal del Team 6, lo stesso reparto dell’operazione bin Laden conclusa con la sua uccisione.
Ulteriore coincidenza: allora il corpo di Osama bin Laden fu trasportato proprio sulla portaerei Carl Vinson. Per poi finire sepolto in mare, così ci dicono.

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