IL MONUMENTO FUNEBRE A BENEDETTO GUIDALOTTI A SAN DOMENICO DI PERUGIA

DI VANNI CAPOCCIA

Gli eredi della famiglia perugina dei Guidalotti una volta subito l’ostracismo dalla città per l’omicidio di Biordo Michelotti capirono che il modo per essere riaccettati non era quello di battersi per riconquistare cariche politiche, ma d’impegnarsi per essere riaccolti, loro famiglia di giuristi, attraverso la cultura e gli studi giuridici.
Per questo Benedetto Guidalotti, Vescovo di Recanati, decise di donare alla città un collegio per studenti forestieri dello Studio perugino. Benedetto non poté completare l”opera. Lo fece la sorella Elisabetta e un anno dopo la morte del fratello venne terminata la Sapienza di san Girolamo, che per i perugini fu sempre la Sapienza Nova.
Successivamente per la Sapienza Nova commissionò a Benozzo Gozzoli la Pala di San Girolamo ora alla Galleria Nazionale dell’Umbria, mentre per la cappella di famiglia a san Domenico richiese al Beato Angelico un polittico, anch’esso in Galleria, che colpisce per i tanti libri dipinti, proprio a ricordare il ruolo di studiosi svolto da tanti Guidalotti.
Nella stessa cappella a san Domenico si trova il Monumento funebre al Vescovo Giudalotti, vi sono scolpiti nel marmo il corpo del Vescovo e in bassorilievo la Sapienza e la Giustizia. Un sepolcro molto bello. Capolavoro rinascimentale sconosciuto alla maggior parte dei perugini al quale dovrebbero essere dedicati più attenzione e studi sia per la storia che racconta sia per l’elevata qualità.

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