AIRBNB VS FISCO: CHI PAGHERA’ LA CEDOLA SECCA?

DI CLAUDIO IANNIELLO
Tanto caos per un pugno di dollari, potrebbe pensare qualcuno. La realtà è ben diversa. Airbnb e altri intermediari di persone che danno in affitto le proprie case non avrebbero versato la cedolare secca, pari al 21 per cento, introdotta nella recente manovra dell’Agenzia delle Entrate. A reclamare il mancato pagamento è l’Agenzia delle Entrate, che nella nota del 5 luglio ha comunicato il codice tributo e stabilito nel 16 del mese successivo la data in cui effettuare il versamento della ritenuta, slittata poi a lunedì 17. Dal canto loro, Airbnb, Home Away e Fiaip hanno scritto una nota congiunta nella quale avrebbero dichiarato di trovarsi “nell’impossibilità tecnica di adeguarsi al provvedimento dell’Agenzia delle Entrate poiché esso non avrebbe fornito “i chiarimenti auspicati né prevede alcuna tempistica di adeguamento per gli operatori coinvolti, rimandando a ulteriori specifiche tecniche che verranno comunicate in un non precisato futuro”. Quindi, la scarsa informazione mette a rischio uno dei periodi migliori per il settore, l’estate.
Il nodo principale della questione riguarda la trasformazione di Airbnb e di tutte le società simili del ruolo di sostituti d’imposta, con il compito di trasmettere al fisco i dati relativi ai contratti siglati. Tra i dati che devono essere forniti vi sono: le anagrafiche del locatore, la durata e l’importo lordo previsto nel contratto e l’indirizzo dell’immobile. Informazioni che, secondo Airbnb violerebbero la privacy degli utenti. Un’altra accusa che la società americana ha rivolto alla manovra del fisco riguarda la possibilità dei pagamenti in nero. L’attuale situazione incentiverebbe chi continua ad adottare dei metodi fai-da-te per l’affitto della propria casa, ricorrendo al contante, a discapito della tracciabilità.
Le motivazioni di Airbnb e di altri colossi dell’ospitalità 2.0 sono valide ma fino a un certo punto poiché ci sono anche aziende che si sono subito allineate alle disposizioni della manovra. Stefano Bettanin, presidente di Propery Managers Italia, ad esempio (l’associazione dei professionisti che gestiscono le locazioni brevi), ad esempio, ha dichiarato: “In una settimana abbiamo sviluppato il software che ci permette di effettuare la trattenuta e auto-compilare il modello F24 per il pagamento dell’onere poiché dal 24 aprile sappiamo che ci sarebbe stato.
per i tempi ridotti tra l’introduzione della manovra e il pagamento. Una situazione che ha messo in difficoltà anche altre aziende.