STORIE DAI BORGHI. LA REGIONE MARCHE FARA’ LA CICLOVIA. CON I FONDI DELLA MESSA IN SICUREZZA SISMICA

DI LOREDANA LIPPERINI
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Questo dunque accade. La Regione Marche intendeva usare i fondi degli sms solidali per costruire una ciclovia. A seguito delle proteste ha fatto marcia indietro, salvo destinare 3 milioni di quei fondi al restauro di una grotta sudatoria ad Acquasanta, non danneggiata dal sisma.
Ora avviene di peggio. Molto peggio. Come leggete nel testo qui sotto, che viene diffuso oggi da alcuni marchigiani, con documenti alla mano, la Regione usa i fondi inizialmente destinati alla messa in sicurezza degli edifici pubblici per realizzare ugualmente la ciclovia, con una mossa impressionante consumata in poche ore. Dieci milioni di euro.
Nessuno ha qualcosa da ridire sulle ciclovie. E anzi dispiace dover attaccare un’opera significativa. Ma non si può finanziarla con i fondi destinati ad altro. Non con i fondi del terremoto. Perché, a questo punto, non ci si può non interrogare sull’ostinazione con cui si vuole portare avanti l’iniziativa con denaro riservato ad altro.
Credo che qualche spiegazione sia indispensabile. E urgente.
Abbiamo seguito con interesse e preoccupazione le vicende della scorsa settimana legate alla destinazione degli sms solidali, inviati dai cittadini italiani dopo i terremoti dell’agosto e ottobre 2016. Con i 17,5 milioni di euro la Regione Marche ha proposto di finanziare sette interventi tra cui il primo stralcio della pista ciclabile Civitanova- Sarnano, per un importo pari a 5 milioni e 450.000 €.
Dopo appena due giorni, in seguito a numerosissime e crescenti proteste e ad appelli pubblici, il governatore Ceriscioli ha fatto marcia indietro, decidendo di non destinare più alla pista ciclabile i 5,5 milioni di €. delle donazioni solidali. Essi verranno utilizzati –così ha chiarito il governatore- per le scuole e il municipio di Arquata del Tronto. La ciclovia si farà, ma attingendo ai fondi europei.
Abbiamo accolto con soddisfazione questi chiarimenti, con la speranza che avrebbero messo fine ad una vicenda piuttosto incresciosa. In realtà la questione non sembra destinata a concludersi, se si legge con attenzione il POR, Piano Operativo Regionale, vale a dire il documento di programmazione che definisce strategie e linee di indirizzo delle risorse. Il 15 luglio scorso vengono pubblicati e diffusi dalla Regione a distanza di poche ore due differenti stesure quasi identiche del POR: una prima versione ed un’altra “aggiornata”.
Tante sono tipologie di interventi e i relativi piani finanziari che è difficile districarsi. Tra tutte però ne abbiamo individuate due:
– l’azione 6.8.3 che –così come ci viene spiegato- “intende promuovere lo sviluppo della mobilità ciclo-pedonale” (insomma la già citata pista ciclabile)
– l’azione 5.3.2 , vale a dire “gli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici strategici e rilevanti pubblici, ubicati nelle aree maggiormente a rischio”.
Ebbene, nella versione “aggiornata” del POR i fondi della misura 5.3.2 diminuiscono da 65 a 55 milioni di €.: 10 milioni esatti di differenza che vanno a confluire nel capitolo 6.8.3: quello della pista ciclabile.
Nella speranza di poter essere smentiti, vorremmo comunque porre alle autorità competenti tre domande:
1) Perché nella stessa giornata del 15 luglio vengono licenziati due versione del POR, che differiscono solo per i 10 milioni di €. destinati alla pista ciclabile?
2) È opportuno ed eticamente sostenibile deviare risorse dalla riduzione del rischio sismico per finanziare il progetto della pista ciclabile?
3) A chi interessa davvero quest’ultimo progetto in una fase, come quella attuale, in cui non è ancora finita l’emergenza post sisma e deve ancora decollare la ricostruzione delle aree del cratere?
A chiederlo è un gruppo di cittadini che hanno seguito con attenzione e in prima persona le complesse vicende delle comunità colpite dal sisma e sono fermamente convinti che la trasparenza, la partecipazione e la condivisione delle scelte siano i principi a cui deve ispirarsi l’azione politica delle autorità preposte.