QUALE STORIA SI NASCONDE A BORDO DELLA NAVE “GENERAZIONE IDENTITARIA”?

DI MANUELA PALERMI
Un giornale on line di cui mi fido, contropiano, scrive che dietro la nave con “Generazione Identitaria” a bordo si nasconde un’altra storia. Una sudicia storia. I fascisti “identitari” sarebbero solo una distrazione per coprire un commercio di mercenari occidentali reclutati un po’ in tutti i paesi europei. Tipo i contractors Usa in Afghanistan, Iraq ecc. Questi dovrebbero “controllare” in mare i flussi migratori. Un check point marittimo, per capirci. E immagino che tipo di “controllo” dei migranti siano disponibili a prestare.
Non ho dubbi che i fascisti possano prestarsi ad una porcheria del genere. E non ho dubbi che in quel mare che ci separa dalla Libia stiano accadendo abomini contro i migranti.
Spero che si riesca a sapere la verità. Hanno ristretto in pochi giorni il salvataggio di vite umane delle ong. Hanno impedito lo jus soli per bambine e bambini che non c’entrano niente con le migrazioni. Ed ora reclutano e pagano fior di quattrini mercenari di professione.
Scrive Andrea Palladino, il giornalista che ha scoperto questo traffico: “Si sono addestrati sulle Alpi francesi, con lezioni di autodifesa e geopolitica. Hanno alle spalle una rete internazionale, si riuniscono comunicando il luogo solo all’ultimo minuto e sono in grado di gestire raccolte di fondi cambiando conto e banca in poche ore. Ed ora hanno una nave, presa a nolo da una società inglese di mercenari del mare, una “fortezza” galleggiante arrivata direttamente da Gibuti. Si chiamano “Generazione identitaria”, sigla della estrema destra europea, pronta a riportare in Libia i rifugiati raccolti a sud della Sicilia, con lo slogan “Defend Europe”. Con un programma preciso in mente: bloccare ogni forma di migrazione, respingere chi chiede asilo verso i paesi di provenienza, annullare tutti i visti ottenuti per ricongiungimento familiare. Programmi da destra dura e pura”.