ACQUA RAZIONATA A ROMA. VERGOGNA MONDIALE

DI MARISA CORAZZOL
Non è soltanto causa della siccità che sta colpendo la terra per colpa – e massima colpa – di tutte le dissennate politiche economiche e industriali che dalla “seconda modernità” ai nostri giorni hanno delittuosamente ferito il pianeta e con esso tutto l’ecosistema. No, è reato di sfruttamento di tutte le risorse acquifere; è reato di delinquenziali politiche di non puntuali ed adeguati processi di manuntenzione di tutta la rete idrica nazionale ed è un caso di assoluta ignoranza e sicuramente di una lunga catena di “interessi particolari” che hanno altrettanto delittuosamente contribuito alla drammatica situazione di “sete” di acqua nella “Roma Caput Mundi”. In quella Roma millenaria che ha costruito acquedotti ovunque l’ “impero romano” fosse arrivato e che ancora oggi forniscono l’ineludibile primo diritto dell’umanità, riconosciuto e riportato anche nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: L’ accesso pubblico, sicuro e garantito all’Aqua, in quanto Diritto alla vita e non “accessorio” ad uso e consumo di interessi privati e/o di spreco dissennato!
VERGOGNA!