REMOCONTRO. MIGRANTI, MATTARELLA: «SERVONO RISPOSTE NON BATTUTE»

DI ENNIO REMONDINO
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  Mattarella alza la voce sul nulla europeo sull’immigrazione e sulla nuova tensione con la Francia sulla Libia. Il presidente parla agli ambasciatori e non le manda a dire: «Soluzioni di singoli Stati non risolvono». Servita la Francia, tocca all’Austria e dintorni: «Servono risposte, non battute».
Minniti a Tunisi: l’Ue per la rotta mediterranea come per quella balcanica. I soldi alla Turchia voluti dalla Germania, ora soldi all’Africa per fermare i suoi migranti verso Libia ed Italia

Persino il sempre sottotono presidente Mattarella, questa volta usa parole decise, nette e chiare. Più ‘alla Bergoglio’ che alla ‘Mattarella democristianeggiante’.
Subito sul nulla europeo rispetto alla tragedia migranti. «All’Europa l’Italia chiede una discussione collegiale, seria e responsabile, senza battute estemporanee al limite della facezia, che non si addicono al dialogo e al confronto internazionale». Dalle parti del centro e nord Europa, tra Francia e Austia passando per Bruxelles, per fare un esempio, fischiamo molte orecchie, e molti ambasciatori sonnacchiosi presenti alla solita cerimonia di saluto alla Farnesina, si riscuotono.
Sergio Mattarella usa toni e parole diverse del suo solito. Ha deciso di alzare la voce con Bruxelles sul nulla europeo sull’immigrazione, e sulla nuova tensione con la Francia sulla Libia.
In maniera del tutto unilaterale, Emmanuel Macron ha convocato per oggi all’Eliseo i due capi libici: Al Serraj, che governa a Tripoli e poco altro, ma è riconosciuto dalla comunità internazionale, e il generale Haftar, che governa a Tobruk, la Cirenaica, sostenuto dal vicino Egitto e dagli Emirati ed ha un esercito vero. E’ accaduto senza avvertire Roma. Come fece Sarkozy nel 2011, quando attaccò Gheddafi d’accordo solo con Usa e Gran Bretagna.

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