A BUDAPEST LO STESSO MEDAGLIERE DI KAZAN: 14 PODI, 3 ORI, 3 ARGENTI E 8 BRONZI

DI VANNI ZAGNOLI
Ai mondiali di Budapest è stata la giornata delle illusioni, per l’Italia. La mattinata fa sperare in 3 finalisti, il pomeriggio vanifica le aspettative. In parte anche della 4×200 stile libero maschile, sesta in 7’09″44. Il quartetto bronzo europeo è a 6″ dal podio, dagli Usa, mentre l’oro come a Kazan 2015 va alla Gran Bretagna, sulla Russia. Il toscano Filippo Megli si difende in 1’47”34, bene Gabriele Detti (1’46”08), la delusione è Filippo Magnini in 1’49”09, con l’ultimo 50 penalizzante. Discreta la chiusura del padovano Luca Dotto in 1’46”93. Nella storia azzurra ci sono appena due podi mondiali, la mattinata porta il 5° tempo di qualificazione. E lì Magnini parla del lungo abbraccio con Federica Pellegrini: “Sono felicissimo per lei e spero di essere felice con lei. Ha raggiunto qualcosa che neppure pensava possibile. Tutti davano vincente la Ledecky al 100%, è stata bravissima”.
Dotto è 11° nei 50 stile, in 21”92, 6 centesimi meglio rispetto alla qualificazione. Nel 2011 era stato argento, qui distende la sua bracciata potente ma non basta. “A Shangai la medaglia arrivò in 21″90, la specialità si è evoluta. Più penso a quel podio e più l’apprezzo, a 21 anni ero incosciente. Stavolta ho fatto una buona gara”. Le batterie l’avevano qualificato da 8°.
Lì si esalta Piero Codia, triestino che si allena a Roma, su 100 delfino migliora il suo record italiano di un anno fa, in 51”09, passando in 23”77, mentre Carini è 35°. In semifinale Codia si presenta con il 2° tempo, ma il 51″45 vale la 10^ posizione. Esce anche il campione uscente, il sudafricano Le Clos. “Pensavo di essere messo bene – spiega il 29enne specialista della farfalla -, peccato perché le attese erano alte”.
Sulla stessa distanza, esce anche Silvia Di Pietro, 16^, con problemi fisici, dopo il 15° in batteria.
Sui 200 dorso è 14^ in semifinale Margherita Panziera in 2’10”95, per passare la trevigiana avrebbe dovuto migliorare di mezzo secondo il record italiano di Alessia Filippi. Si era presentata da 9^, in 2’09”43, migliorando di 11 centesimi il personale.
Sui 100 stile, oro all’americana di colore Manuel, davanti alla svedese Sjostrom, premiata per il record del mondo di domenica, bronzo alla danese Blume. La russa Efimova coglie il 5° oro iridato della carriera, è sui 200 rana, a mezzo secondo dal record. Seconda Galat (Usa), terza Jinglin (Cina). 200 dorso al russo Rylov, record europeo, davanti agli americani Murphy e Peblev. Primato europeo anche per il russo Chupkov sui 200 rana, davanti ai giapponesi Koseki e Watanabe.
Nei tuffi dalle grandi altezze, il cosentino De Rose è 9°, in eliminatoria.
Nella pallanuoto, l’Italia femminile è sesta, sconfitta dall’Ungheria per 10-8. Non riesce a recuperare due gol, nonostante i poker di Bianconi e Garibotti. Alle 13,30 il settebello gioca per il 5° posto con il Montenegro, la finale è alle 20,30, Ungheria-Croazia.
L’Italia è settima nel medagliere, con 3 ori, 3 argenti e 8 bronzi, esattamente i podi di Kazan 2015, ma ancora ha due medaglie probabili. Stamane le eliminatorie dei 1500, con Paltrinieri favorito e Detti che ambisce a salire, rispetto al terzo posto di Rio. Torna in vasca anche Federica Pellegrini, nella 4×100 stile mixed, con Miressi, Vendrame ed Erika Ferraioli. Nel pomeriggio anche la finale degli 800, con Simona Quadarella possibile podio.