GLI ZINGARI. QUESTO POPOLO SCONOSCIUTO

DI ANTONIO AGOSTA
Popolo diverso dalle quello nostro per tradizioni e abitudini, spesso incompreso per il loro stile di vita boemo, dai sentimenti contrastanti, ostili. Gli zingari sono portatori di una cultura diversa dalla nostra, né migliore, né peggiore, una cultura che conosciamo poco o male, sono solo diversi da noi, con un’integrazione difficile da accettare. Il loro comportamento è piuttosto scorretto nei riguardi di tutti noi, a causa del loro sistema di vita legato alla illegalità. La loro presenza suscita incomunicabilità, odio e intolleranza, quasi fossero figli di un Dio minore. “Sono ladri di bambini, malviventi dediti al traffico di esseri umani e vivono dentro case gratis”. Tutto questo secondo l’immaginario collettivo di una società in continua evoluzione o involuzione.
Però, tuttavia, la loro vita da nomadi provoca un fascino da fiaba, libera e lontana dalle solite routine della nostra quotidianità, per la loro particolare concezione del mondo e la loro umanità da strada, conseguenza al rifiuto della società che li ospita.
La nuova ondata migratoria verso l’Italia, di popoli rom, dalla Romania e dell’ex Jugoslavia, ha riacceso quell’odio e quell’atteggiamento negativo nei loro confronti. Zingari, gitani o Rom? Che cambia? Spesso sono cittadini italiani o cittadini apolidi, arrivati in Italia con i balconi dopo le guerre degli anni 90. Nomadi in cerca di paradiso o Terra promessa. Il nomadismo è un fenomeno ormai marginale. In Italia 4 persone su 5 hanno una casa, e sono 35 mila i rom che vivono nei campi, ovvero segregazioni sociali. La città di Roma, entro il 2017, vorrebbe chiudere definitivamente tutti i campi, realizzando alloggi e percorsi d’integrazione. Anche se ancora non esistono politiche d’inserimento scolastico, ed è per questo motivo che nel nostro Paese solo il 6% dei ragazzi rom arriva al diploma di scuola media o superiore. Non avere un titolo di studio e cercare lavoro, in Italia, come nel resto d’Europa, non è per niente facile, nonostante il 60% dei rom trova una occupazione.
Chissà? Magari nel tempo vedremo questo popolo, dalle leggende folcloristiche e dai racconti magici, lontano dal nostro credo e dalle nostre storie, integrarsi a pieno con la società che ci appartiene, come nel racconto zigano : “Il Serpente domestico”. Mito creato dai Rom Kosovari.

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