IMMIGRAZIONE. LE PROSPETTIVE

DI NICOLA BORZI
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Con la pace di Vestfalia, nel 1648 l’Europa provo’ a chiudere il vaso di Pandora degli orrori delle guerre di religione suggellandolo col motto “cuius regio, eius religio”. Chi non lo accettava aveva solo una strada: l’emigrazione. Che significa pero’ per i più fuga e privazione di tutto, miseria, morte. Severissime istituzioni religiose sorvegliavano e punivano chi professava anche in segreto dottrine (immaginiamoci fedi) diverse!
Tre secoli dopo, lo stesso principio “cuius regio, eius religio” fu applicato per sigillare le ricadute politiche delle equivalenti “guerre di religione” nazionalistiche e ideologiche del XX secolo: la cortina di ferro divideva le religioni politiche, chi doveva essere capitalista a Ovest da chi doveva essere comunista a Est. Anche qui, l’alternativa era la fuga. A qualcuno, a Occidente, fu concesso di professare pubblicamente (ma non esercitare collettivamente) il proprio comunismo, se non altro per mostrarsi migliori di quelli “dall’altra parte”, dove essere capitalisti significava gulag e morte – anche qui imperavano le “polizie religiose” tipo la Stasi della DDR -. Non a caso Czesław Miłosz dipinse nella “Mente prigioniera” l’esercizio interiore di ketman a cui doveva sottoporsi chi, infedele ai dogmi del socialismo reale, voleva sopravvivere a Est.
Settant’anni dopo, l’intellighentsia (non certo il populace) europeo non a caso propugna ancora il “cuius regio, eius religio” sul tema dei diritti civili e delle liberta’ personali da applicare all’immigrazione. Se vieni da noi, si dice, puoi conservare solo cio’ della tua cultura che noi accettiamo: il resto ti e’ vietato. Da qui la reazione di quelli che si sentono frustrati ed emarginati: prima applicano il ketman e poi si danno, in alcuni casi estremi, alla violenza.
Il principio “cuius regio, eius religio” funziona. O almeno, riduce le inefficienze e i costi del malfunzionamento. Sinora non si son visti principi migliori, ne’ in teoria ne’ all’atto pratico.
L’alternativa – che io aborro e temo, che e’ nei programmi più o meno scoperti di tutti gli identitaristi i nazionalisti le ultradestre – e’ tornare alle espulsioni di massa, come quelle di arabi ed ebrei dal Regno di Castiglia, sinche’ si parla di minoranze. O, orrore ancora peggiore, sfociare in una guerra civile a bassa intensita’, se le minoranze fossero vaste organizzate e finanziate.