ABOLIRE L’ARTICOLO 18 E’ UNA FOLLIA

 

DI LUCIO GIORDANO

A distanza di quasi sei anni, avevamo ragione. Altro che licenziamenti facili. Solo creando lavoro sarà  possibile rilanciare l’economia reale. E sconfiggere gli sparvieri della finanza internazionale.

Lo capirebbero anche gli stupidi. E senza scomodare Keynes, l’economista. In un periodo di crisi mondiale come questo, l’unico modo per tornare alla crescita è dare lavoro. Crearlo dal nulla. Inventarlo. E con l’aiuto statale. E’ quello che sta facendo Obama in America, è quello che gli ha consigliato di fare la parte sana degli economisti a stelle e strisce. E infatti negli Stati Uniti, la disoccupazione è scesa in maniera  sorprendente  proprio  in quest’ultimo periodo.

Opere pubbliche, ristrutturazioni, incentivi all’imprenditoria. Alla peggio: scava la buca, copri la buca. Scava un’altra buca, copri un’altra buca. Tutto pur di  dare occupazione, se non a tutti a quasi tutti. Occupazione che automaticamente gonfierebbe di nuovo i borsellini in crisi d’astinenza delle persone.

Il discorso vale negli Stati Uniti, come in Italia. In Grecia come in Spagna. E il debito pubblico? Scusate. Ma anche gli idioti sanno che se tu distruggi il potere d’acquisto delle persone, la gente non compra più niente, se non lo stretto indispensabile. L’economia si affloscia, batte in testa. Si avvita. Muore. Anche volerlo, pure  gli onesti non potrebbero più pagare le tasse.

E allora quali conti pubblici vuoi tenere in ordine se le dichiarazioni dei redditi si dimezzano e in alcuni casi  si azzerano? Giusto quegli squali della finanza mondiale che hanno distrutto il mondo possono darla a bere con la parola d’ordine: ‘ I conti in ordine, prima di tutto’.

E poi è proprio nei momenti difficili che si investe sulle tecnologie . Sulla cultura. Perchè: sfatiamo finalmente un altro luogo comune. Non è vero che la cultura non dia da mangiare. E’ vero esattamente  il contrario. La cultura, l’informazione, l’istruzione sono le fondamenta di una sana economia.  In Corea del Sud, la tigre asiatica che è tornata a correre con un pil a più dieci per cento, l’istruzione è sacra. Attraverso il sapere si producono innovazioni, idee. Successi economici. Per ripianare i conti statali , insomma, meglio attendere tempi migliori. Quando l’economia volerà e i risparmi cresceranno di nuovo.

E’  in fondo  il discorso dei bravi padri di famiglia. Se le cose economicamente  in casa non girano, tirano fuori i risparmi, per acquistare  beni necessari, per investire. Crescere professionalmente.  Quando le entrate saranno cresciute si potrà invece creare  una nuova riserva, un tesoretto che rafforzi il proprio conto in banca. Semplice, efficace. Sperimentato.

Per questo ragionamento elementare, trovo assolutamente inutile perdere tempo sull’articolo 18. Dibattito davvero stucchevole. In un’ Italia ancora a rischio default, eredità dello sciagurato ventennio berlusconian – leghista che ci ha fatto sprofondare nel baratro, non si deve licenziare. Ma preservare i posti di lavoro per far girare l’economia. E magari assumere. Altro che storie. Peccato che non ci sia peggior sordo di chi non voglia sentire.

Imprenditori e politici di destra . Sono tutti per l’abolizione dell’articolo 18: non hanno, o meglio fanno finta di non aver capito  che è stato proprio  il mercato selvaggio, il liberismo economico a mettere i brividi dietro la schiena a  quasi sette miliardi di persone disperate. Cioè al 9o per cento della popolazione mondiale. Il progetto di quel 10 per cento che voleva ritornare al latifondo è però stato smascherato. E la finanza, padrona dell’universo, inizia finalmente  ad aver paura. Di  scoprire che la gente è meno stupida di quanto credessero i re di wall street.

Pubblicato il 23 febbraio 2012.

Ritratto presidenziale ufficiale di Barack Obama

Nella foto, Barack Obama.