IL ROSSO RELATIVO DI GIULIANO PISAPIA

DI LUCIO GIORDANO

Noi l’avevamo detto già tre mesi fa. E ripetuto un mese dopo: con Pisapia la sinistra non va da nessuna parte. Meglio separarsi subito. Dopo il botta e risposta tra Roberto Speranza e Giuliano Pisapia, dai giornali il primo e da un incontro a Mesagne il secondo, tutti gli equivoci sono stati  chiariti. L’ex avvocato di Milano non farà più parte dello schieramento di sinistra che si sta preparando in questi giorni. Niente più leader Pisapia, niente più centro-sinistra, finalmente. In molti, a sinistra, sperano che anche Mdp abbia capito che ricreare la stagione dell’Ulivo sia una scelta perdente. Senza mezzi termini: una Caporetto. Perchè è chiaro che il centro sinistra ha notevoli responsabilità nei disastri che hanno fatto precipitare un paese florido e ricco culturalmente come l’Italia, in un Paese preda del liberismo e delle multinazionali..

E dunque, non c’è centro sinistra che tenga:  si metta un freno ad un’  ipotesi  così vetusta, prima che la classe operaia o quel che ne rimane, venga illusa dal canto delle sirene e  finisca tra le braccia della destra più estrema, da Casapound alla Lega Nord. Già, perchè la tanta gente onesta che crede nell’uguaglianza sociale, che esige la redistribuzione del reddito, la caccia ai grandi evasori e alla criminalità organizzata, che rivuole la scuola e la sanità pubblica, smembrate da 30 anni di liberismo selvaggio, che chiede  il lavoro dignitoso e garantito per tutti, è in cerca di una nuova casa. E vuole che questa casa venga costruita  da chi, senza incertezze, si schieri a difesa dei più deboli, dei giovani disoccupati, delle intelligenze illuminate, annichilite da una crisi senza fine lunga già quasi dieci anni.

No, non può essere certo Giuliano Pisapia il leader capace di parlare alle masse di gente perbene e scivolate ad un passo dalla povertà. Non può essere l’ex sindaco di Milano, il re tentenna come lo chiamano in molti, a diventare il  leader di questo centro sinistra annacquato e inutile. Giusto allora che il rosso relativo di Pisapia auguri a Mdp buon viaggio, come ha fatto ieri. Giusto che lui continui ad essere la specchietto  per le allodole mandato in avanscoperta da Renzi, per rosicchiare qualche voto agli ingenui della sinistra italiana. Giusto che lui si faccia il partitino del 3 per cento, per andare poi in soccorso delle politiche renziane. Politiche di destra, sia ben chiaro. Ma al Pd, appare evidente, non basterà  trovare l’accordo scontato con Berlusconi, per governare. E difficilmente Pisapia, con le ‘unità combattenti dei vari Tabacci e Della Vedova, riuscirà a superare la soglia di sbarramento e a dare loro una mano. Quel che è certo è che il suo rosa sbiadito ha fatto perdere tempo, troppo tempo a tutta la sinistra, per la costruzione di un nuovo soggetto politico

La data del 19 novembre indicata da Roberto Speranza per la convocazione dell’assemblea nazionale appare anzi già lontana,troppo lontana. Non si perda più altro tempo.  Come scriviamo da mesi, anzi da anni, dai tempi cioè della sciagura chiamata  jobs act,  la sinistra avrebbe dovuto già convocare assemblee, arrivare all’ atto fondativo, per la nascita del quarto polo. Non avesse perso così tanto tempo, la sinistra unita avrebbe la certezza di possedere un tesoretto del 20 per cento, forse anche del 25. Adesso al contrario è solo una possibilità, concreta quanto si vuole, ma solo una possibilità. Le incertezze di questi mesi, infatti, hanno fatto male a tutto il fronte della sinistra. Senza centro. Rigorosamente senza centro. Che tanto le associazioni cattoliche impegnate nel sociale, sono schierate  già tutte a sinistra. Poi, che c’entra: con il partito renziano ci si potrà anche confrontare, come faceva il Pci ai tempi della Balena bianca. Il che non vuol dire allearsi. E una volta all’opposizione, la nuova sinistra potrà fare battaglia dura contro tutti i diktat del liberismo imposti dal Pd, da Forza Italia e, senza ombra di dubbio, anche da Fratelli d’Italia e Lega nord. Perchè va da sè: chi vuole votare la sinistra di Falcone e Montanari, di Rifondazione , di Si, di Possibile e, forse, di  Mdp preferisce finire all’opposizione con un solido venti per cento che andare al governo solo per maneggiare il potere. Perchè quella destra di potere che va dal partito renziano alla Lega nord,  di disastri al Paese ne ha combinati tanti, troppi.  Ora basta. Basta davvero.