UNA CHOOSY SI RIBELLA AL LAVORO GRATUITO

Alessandra Pastuglia

DI ALESSANDRA PASTUGLIA

I giovani devono essere meno  choosy,  più friendly e pure un po’ free. In
poche parole
>contenitori vuoti, senza esperienza, pretese e un po’ ignoranti in termini
di
>diritti. Già, perché l’ignoranza, se ben condita con la credulità, l’estrema
>flessibilità e la malleabilità, offre l’identikit del giovane contemporaneo.
>Uno strano individuo, che ha poche certezze se non quella di dover essere
>tutto, tranne ciò che è. Di sicuro è un collezionista, meglio ancora, un
>destinatario, suo malgrado, di definizioni, tra l’altro sempre formulate in
>inglese, come se, l’uso di una lingua sapientemente veloce ed essenziale,
>dovesse  rendere più divertente un contenuto altamente sgradevole. E allora
>inizia la sequenza infinita dei consigli spot, che acquistano tanta più
>autorevolezza quanto più “alta” è l’istituzione da cui provengono, figurarsi
un
>Ministero. Figurarsi il Ministero del lavoro! Mi sembra quasi di vedere  l’
>immagine ferma e sicura del Ministro Elsa Fornero che con cipiglio
accademico
>si rivolge allo sprovveduto incerto e in difficoltà e con tono severo lo
>apostrofa, un po’ come se fosse ancora in cattedra, in sede di esame: “
Ragazzo
>mio, così proprio non va..quando  sei convocato ad un colloquio di lavoro,
>oltre a sentirti già un eletto per la semplice chiamata,  devi comportarti
in
>modo friendly”, che tradotto significa: “Devi far capire a chi  ti sta di
>fronte che sei disposto a qualunque cosa e a qualsiasi rinuncia pur di
lavorare
>in quell’azienda o realtà, devi dimenticare esperienza, professionalità,
>abilità, capacità, volontà, desiderio, studio ed elemosinare proprio quel
>posto, perché, se assumi una forma, una qualunque identità, il tuo eventuale
>futuro datore di lavoro può capire che sei un portatore sano di diritti e di
>pensieri, ti può giudicare un soggetto fastidioso e poco malleabile e quindi
>liquidarti con il consueto: Le faremo sapere. E poi caro giovane, smetti di
>essere schizzinoso, accetta quello capita, qualunque tipo di contratto, full
>time, part time, full part time, senza ferie pagate, senza tredicesima,
>quattordicesima, senza periodo di malattia retribuito, insomma senza alcuna
>garanzia, meglio ancora se ti offrono un compenso minimo per l’intera
settimana
>lavorativa, compreso il week end, e tu ti dimostri ansioso e desideroso di
>iniziare a qualunque costo. Insomma, prostrati di fronte a qualunque
offerta,
>bada di non essere CHOOSY”. Choosy? Anche se l’offerta di lavoro è in nero?
Meno choosy di
>così!  Complimenti caro Ministro,  certo, chi l’avrebbe mai detto? Colpisce
che
>l’osservazione e l’uso di questo aggettivo provenga proprio da una delle
>supreme cariche istituzionali del Paese, tanto più da quella che si occupa
del
>lavoro in Italia. Mi permetta di aggiungere, che forse sarebbe stato più
>opportuno un suo affondo non tanto rivolto al giovane  disoccupato
>suggerendogli l’assunzione di comportamenti più “disinvolti”  e meno
tutelabili
>nella ricerca dell’impiego;  sarebbe stato di sicuro più apprezzato e
gradito
>un suo intervento volto a disciplinare l’abuso di queste forme contrattuali,
>realmente poco choosy, praticato nei confronti dei giovani; ancora più
>apprezzabile un suo ammonimento indignato nei confronti di coloro che
>sottopongono alle nuove e preparate leve ipotesi di lavoro vessatorie e
spesso
>degradanti; sarebbe stato, insomma, preferibile, se proprio non poteva
>intervenire in alcun modo sopra descritto, il silenzio. Meglio il silenzio,
>anziché una predicazione di irresponsabilità e di incoscienza, sebbene
>semplicemente suggerita. Mi scusi, Ministro, se sono stata un po’ choosy.

Pubblicato il 24 ottobre 2012